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Anche il Cnel vuole la revisione delle regole sul bail-in

Il sistema di risoluzione delle crisi bancarie non piace neanche al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro che oggi ha approvato una serie di richiesta da inviare alla Commissione Europea

Tiziano Treu e Paolo Peluffo, presidente e segretario generale del Cnel

Tiziano Treu e Paolo Peluffo, presidente e segretario generale del Cnel all'assemblea di oggi a Roma

Di una revisione del bail-in, ossia il sistema di risoluzione delle crisi bancaria con l'esclusivo e diretto coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti e correntisti della banca stessa, hanno parlato di recente anche il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, e il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, lo scorso 12 luglio in occasione del centenario dell'associazione dei banchieri. Entrambi concordi sulla sostanziale inapplicabilità della direttiva del 2016: in Europa "è necessario un più solido clima di fiducia non più minato da regole inapplicabili come il bail-in", ha detto Patuelli facendo eco a Visco.

Oggi torna sull'argomento anche il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, riunito a Roma a Villa Lubin,
alla presenza del presidente Tiziano Treu e del segretario generale Paolo Peluffo. Come si legge su Adnkronos, l'assemblea è servita per approvare un documento di osservazioni e proposte sulla riforma del sistema bancario europeo in cui si "invita la Ue, recuperando un clima di fiducia tra gli Stati, a ripensare il bail-in, la cui applicazione ha sollevato non poche perplessità, e a completare la riforma strutturale della Bce che deve diventare banca prestatore di ultima istanza per assicurare il debito pubblico di ogni Paese membro, convincere i mercati della loro solvibilità e difenderli dalle manovre speculative".

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