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Crif: Duro calo del credito alle imprese (-3,9%). Importi ai minimi storici

Quasi un terzo delle richieste di valutazione e rivalutazione dei prestiti delle imprese si colloca sotto i 5.000 euro; aumenta la fascia di importo tra 10.001 e 50.000 euro. Capecchi: segni di vitalità dai big data

Crif: Duro calo del credito alle imprese (-3,9%). Importi ai minimi storici

Dopo un 2018 che si era concluso in crescita grazie alla performance positiva all'ultimo trimestre (che aveva fatto segnare un +4,1%), nei primi 6 mesi dell'anno la richiesta di credito da parte delle imprese italiane evidenzia un'inversione di tendenza che si concretizza in un calo del -3,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, cui si accompagna anche una flessione dell'importo medio richiesto (-1,2%).

Il calo riguarda sia le imprese individuali (-7,1%) che quelle di capitali (-1,7%). 

E' quanto emerge dal Barometro Crif, nel quale si parla di un "quadro non confortante relativamente all'andamento delle richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane".

A determinare questa dinamica involutiva, prosegue l'analisi, "può aver contribuito l'incertezza del quadro macroeconomico generale e il peggioramento degli indicatori di fiducia, con le imprese italiane orientate ad adottare un approccio più attendista in questo in questa prima metà d'anno".

Entrando maggiormente nel dettaglio, l'analisi condotta da Crif distingue l'andamento delle richieste da parte delle imprese individuali e delle società capitali, evidenziando una performance negativa per entrambi i segmenti. In particolare, sono state le imprese individuali ad aver fatto registrare la flessione più marcata, con un -7,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre le società di capitali hanno fatto segnare un calo più contenuto, pari a -1,7%.

Un'ulteriore evidenza significativa che emerge dall'ultimo aggiornamento del Barometro Crif è rappresentata dal calo dell'importo medio delle richieste, che nei primi sei mesi dell'anno nell'aggregato di imprese individuali e società si attesta a 64.833 euro (a livello di intero anno 2018 era risultato pari a 68.301 euro, seppur in flessione rispetto al 2017). Si tratta dell'importo medio più basso degli ultimi 6 anni.

"In questa prima metà dell'anno si evidenzia un rallentamento del numero di interrogazioni relative alle richieste di valutazione e rivalutazione degli affidamenti presentate dalle imprese italiane", commenta Simone Capecchi (in foto), executive director di Crif.

Evidenziamo un rallentamento del numero di interrogazioni relative alle richieste di valutazione e rivalutazione degli affidamenti presentate dalle imprese italiane (Capecchi, Crif)

Nello specifico, le richieste presentate dalle imprese individuali hanno visto un importo medio pari a 29.697 euro, in calo del -4,4% rispetto al I semestre del 2018, contro gli 87.633 euro delle società di capitali (-1,9% rispetto al I semestre 2018).

Relativamente alla distribuzione per classi di importo, nel primo semestre 2019 quasi un terzo del totale delle richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti delle imprese (il 32,2% del totale, per la precisione) si colloca nella fascia al di sotto dei 5.000 euro in virtù del peso preponderante delle richieste presentate da ditte individuali e micro imprese.

Per altro il dato risulta in lieve diminuzione (-1,5 punti percentuali rispetto) rispetto allo stesso periodo del 2018. Si rileva, invece, un aumento nella fascia di importo compreso tra 10.001 e 50.000 euro, che complessivamente raggiunge una quota pari al 36,6% del totale (+1,3 punti percentuali rispetto al primo semestre dello scorso anno). Le richieste al di sopra dei 50.000 euro, tipicamente presentate da imprese più strutturate e di dimensione maggiore, rappresentano un quinto del totale.

"Sul fronte dell'offerta", continua Capecchi, "va sottolineato come il mercato del credito alle imprese stia vivendo una fase di forte cambiamento, accelerata dall'avvento di nuove normative e nuove tecnologie guidate da logiche di Big Data e Machine Learning. Nello specifico, si sta assistendo non solo a una innovazione nei processi di valutazione del merito di creditizio, ma anche alla ridefinizione della relazione tra imprese e aziende di credito, in uno scenario sempre più competitivo.

"In questo contesto", conclude, "l'affermarsi dei paradigmi dell'open banking, con la diffusione di soluzioni business financial management (BFM), consentirà alle aziende di credito di raggiungere le imprese in real-time e di comporre nuove offerte a valore aggiunto, ad esempio soluzioni per la gestione del credito commerciale o l'anticipo fatture", conclude Capecchi.

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