Quantcast

efpa italia meeting 2019/1

Gli italiani giudicano (bene) i consulenti finanziari

Il sondaggio dell’istituto di ricerca Makno-Rsm, commissionato da Investire, evidenzia il forte gradimento dei risparmiatori per i financial advisor di casa nostra

Gli italiani giudicano (bene) i consulenti finanziari

"Come gli italiani giudicano i consulenti finanziari. Ritratto di una professione nel percepito dei risparmiatori" è il titolo del sondaggio commissionato da Investire e presentato da Mario Abis, presidente dell’istituto di ricerca Makno-Rsm all’Efpa Meeting di Torino lo scorso 7 giugno.

L’evento riservato ai professionisti degli investimenti finanziari, certificati dalla fondazione presieduta da Marco Deroma, era la platea giusta per riflettere e confrontarsi sul percepito dei risparmiatori in relazione a interlocutori abituali quali sono i consulenti finanziari. Lo studio si basa su un campione di 200 risparmiatori sul territorio nazionale, intervistati tramite indagine Cawi

Identikit del risparmiatore che usa i cf. L’identikit di chi si rivolge a un consulente finanziario per la gestione dei propri risparmi è quello di un uomo, quarantenne, con istruzione superiore e che vive in città con più di 100mila abitanti.

In due casi su tre si tratta di un lavoratore dipendente, spesso con ruolo impiegatizio. Nella maggioranza dei casi (51%) il cliente, con l’aiuto del consulente, si aspetta di ottenere rendimenti tra l’1% e il 3% annui, ma una buona parte (41% circa) spera in rendimenti superiori al 3% annuo. 

Il principale canale per l’accesso al mondo della consulenza finanziaria resta il passaparola (47%); segue il contatto telefonico con il professionista (23,8%). La pubblicità delle banche è il terzo canale di informazione (21,8%). Gli italiani intervistati, che scoprono i servizi di consulenza tramite internet, sono soltanto il 7,4%.

leggi anche | Italiani: il 20% dal cf, il 40 si affida alla consulenza informale

Come ti conquisto il cliente. Coerentemente alla prevalenza del canale del passa parola, i dati sull’origine della fiducia che i risparmiatori hanno nei consulenti rivelano che il primo fattore è il modo di fare del professionista (42,3%). Seguono: il comportamento nelle fasi di crisi finanziarie (33,8%); la conoscenza e stima personali (23,9%) e il rapporto di parentela (16,6%). Gli incontri e i contatti tra consulente e cliente sono frequenti, in particolare: si incontrano di persona almeno quattro volte l’anno (42% circa dei casi), si sentono telefonicamente almeno una volta ogni due-tre mesi (49%) e si confrontano mensilmente (42,6%) sull’andamento degli investimenti o almeno una volta ogni tre-sei mesi.


Obiettivo diversificazione. Ma entriamo nel vivo del sondaggio Makno-Rsm con gli aspetti qualitativi che sono emersi. Il 92,6% è sostanzialmente soddisfatto del lavoro quotidiano compiuto dai consulenti finanziari. Più precisamente il livello di soddisfazione per i consigli ricevuti dal proprio cf è alto nel 29,2% dei casi; sufficiente nel 63,4% e scarso solo per il 7,4%.  Chi si rivolge a un professionista differenzia di più i propri investimenti. Un elemento di valore, soprattutto in fasi critiche dei mercati come quella che stiamo vivendo. Il 41% degli intervistati investe in due strumenti, il 40% in non meno di tre. Prevalgono i fondi comuni che sono scelti dal 18% dei risparmiatori; le polizze vita attraggono invece il 16% degli intervistati, la gestione patrimoniale in fondi l’11%.

Consulenza più ampia nel futuro della professione

Il 55% dei risparmiatori chiede al proprio consulente altre competenze oltre a quelle in materia di investimenti: il consulente infatti è anche “la persona che mi deve aiutare nelle questioni patrimoniali, successorie e legali, affiancandosi ad altri professionisti”. E questo è un dato molto interessante perché dimostra che c’è un sostanziale allineamento tra la maggioranza dei risparmiatori e le strategie attuali delle reti di consulenti finanziari che puntano a un deciso allargamento del perimetro dei servizi alla clientela in chiave di wealth management e investono pesantemente in formazione con l’obiettivo di trasformare il consulente finanziario in un advisor patrimoniale.  

Competenza ok. Consulenti finanziari italiani promossi anche in competenza. Di fatto il 96,1% del campione esaminato ritiene il suo professionista preparato. Il 40,1% delle persone intervistate valuta infatti la loro preparazione alta; mentre per il 56,4% è sufficiente e solo per il 3,5% dei risparmiatori è scarsa.

Questi ultimi due dati ribadiscono l’importanza di non abbassare la guardia nella preparazione e nell’aggiornamento costante dei professionisti. La valutazione del livello di competenze deriva in primo luogo dai risultati ottenuti dagli investimenti consigliati (51,5%) ma fattore di valutazione positiva è anche il comportamento del consulente, al di là degli aspetti strettamente professionali.

È importante infatti anche la sua capacità di essere stato vicino nei momenti difficili delle crisi finanziarie (31%) e di aver guidato la pianificazione del risparmio familiare anche al di fuori dell’ambito degli investimenti finanziari, per esempio con consigli sulla casa e sullo studio dei figli (14,5%). Tutti numeri che fanno capire quanto sia importante per i clienti avere a che fare con professionisti che conoscano la propria situazione e sappiano comprendere e interpretare le loro esigenze reali. 

Essere certificati è meglio. Non è indifferente infine che il consulente finanziario sia in possesso di una certificazione professionale, anzi. Tre risparmiatori su quattro si avvalgono di un consulente con certificazione professionale (quale essa sia: per esempio Efpa, Iso 22.222 o un certificato interno conseguito al termine di un iter formativo strutturato) mentre appena un 25% non ne è a conoscenza e non si è informato. La certificazione professionale è dunque molto apprezzata dai risparmiatori e contribuisce a rafforzare la loro fiducia nel lavoro del consulente.

* Articolo pubblicato su Investire di luglio

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo