Quantcast

scenari | SPDR ETFs

La volatilità ha messo in crisi il compromesso tra duration e rendimento

"Un'esposizione caratterizzata da un’ampia durata finanziaria dei titoli potrebbe aiutare gli investitori a superare la volatilità e l'indebolimento dei dati economici". L'analisi di Francesco Lomartire

La volatilità ha messo in crisi il compromesso tra duration e rendimento

"Nel secondo trimestre del 2019 i rendimenti hanno continuato a diminuire nei mercati sviluppati, quando la Bce e la Fed hanno espresso chiaramente la loro volontà di agire se necessario". A cura di Francesco Lomartire, responsabile di SPDR ETFs per l’Italia.

Alla fine del secondo trimestre, il peso delle obbligazioni cinesi nell’indice Global Aggregate ha raggiunto l'1,89%. Quando l’inclusione sarà completa, i titoli denominati in CNY dovrebbero rappresentare circa il 6% dell'indice

Questo segnale ha riportato i rendimenti dei mercati sviluppati a livelli contenuti (12.500 miliardi di dollari del Bloomberg Barclays Global Aggregate Index sono finiti in territorio negativo), ma ciò non significa che i rendimenti obbligazionari potrebbero aumentare improvvisamente.

Al contrario essi sono potenzialmente più vicini al fair value negli Stati Uniti. Nel frattempo la Bce potrebbe manifestare la volontà di un ulteriore allentamento monetario prima che Mario Draghi lasci il suo incarico, il che potrebbe fornire un sostegno.

In questo contesto, il compromesso tra duration e rendimento rimane difficile. Se la prossima mossa della Fed sarà un taglio, i rendimenti tenderanno a proseguire nella loro discesa.

Sebbene i rendimenti delle obbligazioni delle principali economie sviluppate siano ancora contenuti, la momentanea ripresa dell'incertezza, unita al rallentamento della crescita economica, potrebbe indurre gli investitori a considerare la duration su scala globale.

Dato che la Fed taglierà i tassi e la BCE probabilmente si impegnerà in una nuova fase di QE con potenziali tagli, il mantenimento di un'esposizione caratterizzata da un’ampia duration potrebbe aiutare gli investitori a superare la volatilità dei mercati e l'indebolimento dei dati economici.

La Cina resta sulla scena. Da aprile 2019 Bloomberg ha iniziato a includere all’indice Global Aggregate i titoli obbligazionari governativi cinesi e quelli delle “policy bank” denominati in yuan. L'annuncio ha segnato un’altra tappa fondamentale nell’apertura del mercato cinese per attrarre ulteriori investimenti nel paese, il secondo mercato del debito mondiale.

Alla fine del secondo trimestre, il peso delle obbligazioni cinesi nell’indice Global Aggregate ha raggiunto l'1,89%. Di queste obbligazioni, l'1,23% erano titoli denominati in yuan. Quando l’inclusione sarà completa, i titoli denominati in CNY dovrebbero rappresentare circa il 6% dell'indice.

La nostra view sul reddito fisso cinese resta positiva. Considerata la forte probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed quest'anno, è probabile che anche la Banca Popolare Cinese (PBoC) possa avviare un allentamento monetario a sostegno della crescita, con minori timori che questa mossa possa avere un impatto negativo sulla valuta.

La tregua commerciale USA-Cina recentemente raggiunta al G20 ha offerto un ampio sostegno ai mercati emergenti, ma resta ancora molto da fare prima di poter raggiungere una soluzione definitiva. Le obbligazioni cinesi sono in ritardo rispetto al rally obbligazionario globale, pertanto le valutazioni sembrano interessanti rispetto a titoli analoghi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo