Lo studio | moneyfarm-Politecnico di Milano

Intermediari e Mifid 2, la trasparenza sui costi è utopia

Il report ha sondato il rispetto della Mifid 2 da parte degli istituti di credito italiani tra febbraio e luglio scorsi. L'80% delle banche non comunica i costi sulla redditività degli investimenti

Intermediari e Mifid 2, la trasparenza sui costi è utopia

Le banche italiane non si distinguono per trasparenza. Lo dice uno studio di Moneyfarm svolto tra febbraio e luglio di quest'anno, in collaborazione con la School of management del Politecnico di Milano. La ricerca scandaglia il livello del servizio informativo ex ante ed ex post relativo alla consulenza sugli investimenti e quella sulla gestione dei portafogli. Un livello diventato molto più alto con l'applicazione della direttiva del 2014, conosciuta come Mifid 2.  

Nel 60% dei casi di richieste alla consulenza finanziaria, la documentazione offerta non è scritta ma verbale

Il 75% dei casi gli istituti di credito non riporta la totalità delle informazioni sia relative agli investimenti che ai portafogli. Nel 60% dei casi di richieste alla consulenza finanziaria, la documentazione offerta non è scritta ma verbale

Ciò significa che nella maggior parte dei casi i clienti hanno dovuto recarsi direttamente presso le filiali per ottenere dai consulenti le informazioni relative ai costi applicati ai servizi offerti. 

Nonostante sia obbligo di legge fornire al cliente i costi prima di stipulare il contratto, è emersa una certa difficoltà nell’ottenerli e nell’interpretarli per via di una presentazione spesso verbale e generica

La percentuale migliora scendendo al 31% se si parla di gestione dei portafogli. 

Le informazioni, spiega al Sole il docente del Politecnico, Giancarlo Giudici, più puntuali sono quelle sulle spese correnti e le una tantum. Un buco (quasi) nero si apre, invece sui costi che vengono chiariti ai clienti in valore assoluto sono nel 45% dei casi. 

Complessivamente l'informativa sui costi della consulenza finanziaria non viene fornita nel 70% dei casi. Mentre si apre un buco (quasi) nero per quanto riguarda l'impatto cumulativo dei costi sulla redditività dell'investimento che non viene comunicato nell'80% dei casi. Insomma, il richiamo al rispetto della Mifid 2 fatto da Consob il 28 febbraio scorso sembra sia servito a poco. 

seconda parte della ricerca | In Italia Mifid 2 ha perso la battaglia per la trasparenza

Lo studio arriva da una società di investimenti molto sensibile al tema. Moneyfarm, infatti, insieme a Euclidea Sim, almeno fino allo scorso aprile, erano le uniche ad aver provveduto a comunicare di costi e rendiconti ai propri clienti, attraverso il servizio di gestione patrimoniale online.

Senza dimenticare la lettera inviata al presidente vicario di Consob Anna Genovese, il 18 febbraio scorso, dal presidente e dal ceo della partecipata del gruppo Allianz, Paolo Galvani e Giovanni Daprà (in foto). Una missiva in cui i due manager criticavano la richiesta delle associazioni dell’industria del risparmio di avviare un tavolo di lavoro sui costi e gli oneri da riportare nelle comunicazioni.

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