lo studio | Servizio Studi del Parlamento Ue

Perché il circolo vizioso tra banche e i titoli di Stato è inevitabile

Il recente report spiega perché la presenza di così tanti bond sovrani nei bilanci degli istituti di credito è non solo fisiologica ma necessaria

Il legame tra banche e i titoli di Stato è inevitabile

Spezzare il "boom loop", il circolo vizioso che lega le banche e i titoli di Stato, rischierebbe di aumentare l'instabilità delle economie dell'Ue fortemente indebitate, anziché diminuirla. E' la conclusione cui giunge un rapporto del Servizio Studi del Parlamento Europeo, "Sovereign Debt Restructuring and Debt Mutualisation in the Euro Area:An

L'analisi è firmata da Stefano Rossi, professore dell'Università Bocconi, e esamina le possibili conseguenze della creazione di un meccanismo di ristrutturazione del debito sovrano, o di una sua mutualizzazione

Assessment", firmato da Stefano Rossi, professore di Finanza all'Università Bocconi di Milano, che esamina le possibili conseguenze della creazione dell'Esdrm, acronimo che indica un meccanismo europeo di ristrutturazione del debito sovrano (European Sovereign Debt Restructuring Mechanism), o di una mutualizzazione del debito.

Entrambe le idee, osserva l'economista, "partono dalle premesse sbagliate e si focalizzano sulle questioni sbagliate", dato che "i debiti sovrani nell'area euro non sono troppo difficili da ristrutturare, come dimostra chiaramente il caso della Grecia".

Il principale problema, riporta l'Adnkronos, è che "il debito pubblico non ha una struttura chiara ed esplicita di "seniority" (in gergo finanziario, l'ordine in cui devono essere rimborsati i creditori, ndr) che faciliti un alleggerimento automatico del debito quando choc economici rendano insostenibili debiti elevati, eredità del passato. L'Italia ha il secondo debito pubblico in rapporto al Pil dell'area euro, dopo quello della Grecia. E le nostre banche, come quelle greche, portoghesi, irlandesi e spagnole, detengono titoli di Stato nazionali in grande quantità".

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Se il debito diventa insostenibile, allora questo "home bis", cioè questa tendenza ad investire nei titoli di Stato del proprio Paese, innesca il circolo vizioso (le banche perdono quota sui mercati azionari, per via del deprezzamento dei titoli di Stato e dell'impennarsi dei rendimenti), cosa che porta a recessione e instabilità politica.

A questo punto, scatterebbe l'incentivo per le istituzioni internazionali a salvare lo Stato e le sue banche, cosa che però è contro i trattati Ue (che escludono il salvataggio esterno,'no bail out clause'). Il risultato di questo ragionamento è che l'home bias dovrebbe essere attivamente scoraggiato per via regolamentare, ad ogni costo, rendendo più oneroso per le banche detenere titoli di Stato nazionali.

Per l'economista, invece, "questa nozione è sbagliata", e lo dimostra in modo dettagliato nel rapporto, dato che, osserva, "una grande mole di recenti ricerche indicano che l'home bias non è dovuto a uno squilibrio, ma nasce dalle stesse forze disciplinanti di mercato che le proposte in questione", Esdrm e mutualizzazione, "intendono preservare".

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