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In attesa del prossimo QE, meglio investire negli asset interest rate sensitive

"Interessante è la possibilità di sfruttare la bassa volatilità, comprando hedging attraverso put/spread sull’indice alla luce del basso costo della volatilità stessa". L'analisi di Andrea Scauri

In attesa del prossimo QE, meglio investire negli asset interest rate sensitive

“Da un lato abbiamo una Fed che sembra essere accondiscendente a un taglio dei tassi alla riunione del prossimo 31 luglio, dall’altro una Bce orientata a sostenere l’economia continentale, alla luce dei dati sull’industria manifatturiera peggiori delle attese e a un’inflazione ancora ben lontana dai target dell’1.7% - 2.0%". L’analisi di Andrea Scauri, gestore azionario Italia di Lemanik.

Il mercato italiano sta reagendo con un forte restringimento dello spread, elemento che ha guidato un re-rating in generale di tutto l’equity e in particolare del settore bancario

Pur lasciando inalterati i tassi, è verosimile attendersi che alla prossima riunione di settembre la Bce procederà con un taglio del tasso sui depositi accompagnato dall’introduzione del tiering e da una ripresa del quantitative easing.

Il recente supporto delle banche centrali, con le ultime dichiarazioni sia dei membri della Fed, sia del presidente della Bce, hanno sostenuto i mercati azionari globali dalla seconda metà di giugno più che compensando le attese di calo del Pil mondiale, recentemente evidenziate dalle stime del Fondo Monetario Internazionale a seguito degli effetti della guerra commerciale fra Usa e Cina.

In questo contesto, e escludendo brevi momenti di volatilità dettati da fibrillazioni politiche domestiche, il mercato italiano ha reagito con un forte restringimento dello spread, elemento che ha guidato un re-rating in generale di tutto l’equity e in particolare del settore bancario.

La componente di titoli di Stato detenuta dal settore finanziario italiano ha permesso tale re-rating. Per quanto riguarda i settori più ciclici (auto, industriali), gli investitori sembrano avere fattorizzato gli outlook di rallentamento per la seconda metà del 2019, con reazioni dei titoli positive a tagli di guidance.

Per quanto riguarda il mercato italiano, nel prossimo futuro saranno fondamentali una serie di elementi: le indicazioni di politica monetaria da parte della Bce nella prossima riunione di settembre; le indicazioni di politica monetaria da parte della Fed nella riunione del 31 luglio; l’evoluzione del tema guerra commerciale; la trimestrale degli istituti di credito, con una contrazione verosimile delle revenues e del margine di interesse, compensata da un minore costo del rischio.

In tale contesto, l’approccio sui tassi da parte della Bce potrebbe essere compensato positivamente da politiche di tiering più accomodanti. Su quest’ultimo punto è interessante notare che i maggiori benefici sarebbero per le banche europee e non italiane, considerando il fatto che il decennale italiano rende ancora l’1.5% circa.

Operativamente, ci attendiamo una fase di ritracciamento dai livelli attuali o, caso migliore, stabilizzazione nell’area 21.500 / 22.000 per quanto riguarda l’indice FTSEMIB. Gli investitori hanno ormai fattorizzato l’atteggiamento accomodante da parte delle banche centrali con il recente recupero dei mercati azionari.

In mancanza di messaggi univoci a sostegno dell’economia da parte delle banche centrali e ulteriori stop alle trattative sulla guerra commerciale (o eventuale rottura di tali trattative), la possibilità di prese di profitto sarebbe concreta e l’attenzione ritornerebbe su elementi molto più legati all’evoluzione della crescita del Pil e al rischio di taglio stime di consensus per la seconda metà dell’anno. 

“In questa fase, le asset class più interessanti sono quelle interest rate sensitive, mentre il recente rimbalzo dei ciclici, con valutazioni ancora estremamente depresse, è determinato da aspettative che il contesto macro non peggiorerà ulteriormente, elemento su cui siamo ancora piuttosto scettici. Interessante è la possibilità di sfruttare la bassa volatilità, comprando hedging attraverso put/spread sull’indice alla luce del basso costo della volatilità stessa.

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