conti 2019

Intesa Sanpaolo tra balzi in Borsa e un utile netto da 2,5 miliardi

L'ad, Messina: "È il miglior risultato dal 2008, frutto anche del nostro lavoro sul fronte della riduzione dei crediti deteriorati come dimostra la recente partnership avviata con Prelios"

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Nel giorno dell'annuncio dell'arrivo della collaborazione tra Banca 5 e SisalPay per la creazione di un nuovo soggetto dedicato ai pagamenti online, Intesa Sanpaolo, gruppo proprietario della prima, collezione un'ottima performance su Borsa Italiana.

Il titolo, dopo aver viaggiato attorno alla parità in attesa dei risultati semestrali, segna un balzo dell'1,36% a 1,99 euro per azione

Il titolo, dopo aver viaggiato attorno alla parità in attesa dei risultati semestrali, segna un balzo dell'1,36% a 1,99 euro per azione. I primi tre mesi del 2019 si sono chiusi per l'ad Paolo Messina (in foto, con il presidente del cda, Gian Maria Gross Pietro) con un utile netto di 2.266 milioni di euro, in aumento del 4% su base annua, mentre nel secondo trimestre 2019 il risultato netto è stato di 1.216 milioni, in aumento del 15,8% rispetto allo stesso periodo del 2018.

"Siamo particolarmente soddisfatti", dice Messina in una nota stampa commentando i dati, "è il miglior risultato dal
2008". Escludendo gli oneri relativi ai contributi versati a supporto del sistema bancario, l'utile netto sarebbe di 2,5 miliardi di euro. "Confermiamo, allo stesso tempo, un pay out ratio dell'80% e siamo pertanto in linea con l'impegno di premiare i nostri azionisti con un  significativo dividendo".

Inoltre, dopo 15 trimestri consecutivi di calo dal picco del 2015, "lo stock dei crediti deteriorati è stato ridotto di 33 miliardi, al livello più basso dal 2009. Abbiamo raggiunto questo significativo obiettivo senza alcun costo per i nostri azionisti", aggiunge l'ad. 

L'accordo con Prelios consiste nell'affidamento della gestione di un portafoglio di inadempienze probabili di 6,7 miliardi di euro lordi

A proposito di riduzione delle sofferenze creditizie, Messina commenta anche la recente partnership avviata con Prelios. "È un'operazione innovativa", dice, "attraverso la quale confermiamo ancora una volta la nostra capacità di essere apripista nella gestione e riduzione dei crediti deteriorati, come già accaduto nella partnership con Intrum".

"Potremo, in aggiunta, impegnare centinaia di persone nella gestione proattiva del nostro portafoglio crediti", aggiunge.

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Per Messina l'operazione è "basata su un forte razionale industriale, in grado di produrre evidenti benefici". Con un accordo decennale, si legge su Adnkronos, viene affidato in gestione a Prelios un portafoglio di inadempienze probabili di 6,7 miliardi di euro lordi. "Il processo gestionale di  questi crediti da parte di Prelios sarà favorito da investimenti  informatici e competenze specialistiche. L'obiettivo è quello di  consentire a queste aziende di tornare in bonis nel tempo più rapido  possibile, generando così un importante effetto positivo per la nostra economia reale", sottolinea Messina.

Inoltre Intesa Sanpaolo inoltre cede inadempienze probabili per un valore lordo di 3 miliardi e un valore netto di 2 miliardi, con una valutazione in linea con quella contabile.

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