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La fiducia degli investitori globali cala, continua l'esodo dagli asset rischiosi

Lo State Street Investor Confidence Index segnala una contrazione di 2,4 punti, portando l'indice a quota 84,9, rispetto agli 87,3 punti di giugno

La fiducia degli investitori globali cala, prosegue la fuga dagli asset rischiosi

La fiducia degli investitori globali a luglio 2019, rilevata attraverso il suo indice State Street Investor Confidence Index (ICI), cala di 2,4 punti, scendendo a quota 84,9, rispetto ai dati di giugno che si attestavano a 87,3 punti.

L’incremento della fiducia degli investitori del mese scorso ha avuto vita breve. A luglio, infatti, gli investitori hanno dimostrato una rinnovata avversione al rischio (Froot, ivisione di servizi di ricerca e consulenza)

I dati, pubblicati da State Street Global Exchange, certifichi un generale declino della propensione al rischio degli investitori. In Nord America l’indice è calato da 81,6 punti a quota 80,6, quello europeo è sceso a 99,3 punti dopo aver toccato i 103,3 del mese scorso, mentre l’indice asiatico ha raggiunto i 91,9 punti rispetto ai 95,9 precedenti.  

"Il leggero calo va sottolineato non solo perché è in controtendenza rispetto ai nuovi massimi storici raggiunti dai prezzi di alcuni asset rischiosi, ma anche perché la riduzione della fiducia è stata registrata in tutte le tre macro-regioni, anche se in misura diversa",spiega Michael Metcalfe, senior managing director e responsabile Global Macro Strategy di State Street Global Markets.

"Gli investitori potrebbero non essere legati dagli stessi rapporti della catena di approvvigionamento della produzione globale, ma il rischio di contagio permane. Il fatto che il calo più forte sia stato registrato nella regione APAC può essere un indizio della portata degli stimoli che i decisori immetteranno nell’area", aggiunge. 

“L’incremento della fiducia degli investitori del mese scorso ha avuto vita breve. A luglio, infatti, gli investitori hanno dimostrato una rinnovata avversione al rischio e, se da un lato le azioni statunitensi hanno toccato i massimi storici, dall’altro quelle globali non sono state influenzate da questo trend", aggiunge Kenneth Froot (in foto) di State Street Associates, divisione di servizi di ricerca e consulenza di State Street Global Exchange.

“Nel tentativo di ridurre il rallentamento della crescita e degli utili a livello globale, le banche centrali dei mercati sviluppati hanno attuato un atteggiamento più prudente, mentre la Federal Reserve dovrebbe ridurre i tassi di interesse. E ora, nonostante le trattative per risolvere la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina siano ancora in corso, persistono le incertezze sull'interruzione della catena di approvvigionamento e sulla Brexit", conclude Froot. 

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