conti 2019

Mediobanca, utile netto in flessione ma ricavi da record

Sul bilancio della private bank sono pesati i contributi ai fondi di risoluzione e tutela dei depositi. Nigel: "Il dialogo per l'acquisizione della piattaforma Kairo prosegue. Escludo l'utilizzo delle azioni Generali"

Mediobanca, utile netto in flessione ma ricavi da record

Alberto nagel, ad Mediobanca

Mediobanca chiude l'esercizio 2018/2019 con ricavi record a 2,5 miliardi (+4%) e un utile netto rettificato di 860 milioni (+8%), risultato che supera le attese degli analisti (805  mln). 

L'utile netto di bilancio scende a 823 milioni dagli 863,9 dell'esercizio precedente (-5% circa), "per assenza di proventi straordinari", pari a 98 milioni nel precedente esercizio

L'utile netto di bilancio scende a 823 milioni dagli 863,9 dell'esercizio precedente (-5% circa), "per assenza di proventi straordinari", pari a 98 milioni nel precedente esercizio, spiega Mediobanca. Il margine di interesse si attesta a circa 1,4 miliardi (+2,7%) per la crescita degli impieghi (+8%) e la riduzione del costo della raccolta.

Difronte a questi numeri, il cda dell'istituto ha deliberato di proporre all'assemblea degli azionisti del 28 ottobre prossimo un dividendo lordo di 0,47 euro ad azione, stabile rispetto al dividendo unitario distribuito lo scorso esercizio e che quantifica un pay-out ratio del 50%.

Con l'esercizio 2018-2019 si conclude l'orizzonte temporale del Piano strategico triennale 2016-2019. Il gruppo dichiara di aver "raggiunto ampiamente gli obiettivi, grazie alla peculiarità del modello di business, focalizzato su tre segmenti di attività ad elevata specializzazione - wealth management, credito al consumo e corporate & investment banking", riporta l'Adnkrons.

L'esercizio è stato gravato dai contributi ai fondi di risoluzione e tutela dei depositi per 53,5 milioni (46,3 milioni) di cui 26,8 milioni per l'accantonamento ordinario al Single Resolution Fund, 11,2 milioni al fondo tutela dei depositi e 15,5 milioni di contributi straordinari (14,6 milioni), di cui 6,4 milioni relativi all'intervento volontario a favore di Carige (investimento  prudenzialmente azzerato) e 9,1 milioni richiamati dall'autorità di Risoluzione Italiana.

I deflussi di Kairos? È chiaro che società oggetto di una procedura di valorizzazione possono averli, li ha avuti il mercato per via delle performance del 2018 (Nagel, ad Mediobanca)

Nonostante il contesto di mercato, "caratterizzato da un ambiente operativo particolarmente avverso agli intermediari finanziari", il gruppo Mediobanca chiude l'esercizio con i migliori risultati dell'ultimo decennio relativamente a ricavi, risultato operativo (1,1  miliardi), utile netto e Rote (860 milioni e 10,2% rispettivamente, rettificati per le componenti non ricorrenti).

Soddisfatto l'ad di Mediobanca, Alberto Nagel. "Quelli che ha presentato Mediobanca oggirelativi all'esercizio 2018-2019 "sono numeri che ci hanno dato molta soddisfazione, migliorano gli obiettivi di un piano triennale già sfidante, e sono numeri che ci posizionano in maniera abbastanza unica per continuare un percorso di sviluppo nel prossimo triennio". Il nuovo piano, ha spiegato ieri ai giornalisti, "sarà presentato a novembre in un capital maket day: ovviamente  è in fase di lavorazione e ha questo calendario".

Nagel ha confermato anche la prosecuzione delle trattative per un'eventuale acquisizione di Kairos. "Continuiamo il dialogo", dice l'ad ai giornalisti, "sia con l'attuale proprietà che con i manager e vedremo se questo dialogo nelle prossime settimane, più che altro nel mese di settembre, porterà a una conclusione di un tipo o dell'altro". Dunque, "siamo tutt'ora in fase di dialogo, l'esito lo capiremo nel mese di settembre".

Quanto ai deflussi del primo semestre, "è chiaro che società oggetto di una procedura di valorizzazione possono avere dei deflussi, li ha avuti il mercato per via delle performance del 2018: non sono elementi che si discostano in maniera significativa da quanto si osserva in altri intermediari".

L'alienazione di azioni Generali rimane esclusivamente una possibilità legata a un evento di crescita della banca, come riserva di capitale disponibile per finanziare la crescita (Nagel, ad Mediobanca)

L'ad chiarisce anche che per l'acquisizione della piattaforma del risparmio gestito "non attingeremo alle azioni della compagnia" e informa che "per la vendita del 3% o di un'altra quota di Generali (di cui Mediobanca possiede circa il 13%) "non abbiamo più scadenza né vincoli". 

Ma sia chiaro che "l'alienazione di azioni Generali rimane esclusivamente una possibilità legata a un evento di crescita della banca, come riserva di capitale disponibile per finanziare la crescita". Se si tratta di piccole operazioni, "non abbiamo bisogno di attingere a quella parte di capitale". Piuttosto, "l'attiveremmo se Mediobanca si trovasse ad avere un capitale tirato o avesse bisogno di fare un'operazione di m&a grande".

Anche per l'eventuale acquisizione di Kairos, precisa Nagel, "oggi abbiamo una dotazione di capitale molto comoda e confortevole, non è  sicuramente per operazioni della dimensione di Kairos che possiamo  pensare di attingere alle azioni Generali".

Diversamente, "un'ipotesi che cerchiamo di sposare sempre a quel tipo di operazione è avere una  parte del corrispettivo da pagare in azioni Mediobanca: lo abbiamo  fatto e potremmo farlo anche in altre occasioni, compreso il dossier  di cui stiamo discutendo, è una possibilità".

Nella stessa sede, l'amministratore delegato ha concesso anche un commento di carattere più generale sull'andamento della finanza italiana. "Gli investitori del debito italiano sono attenti a che l'Italia rimanga entro certi parametri di disciplina di bilancio, in particolare in un momento in cui le revisioni al ribasso della crescita economica mondiale sono più consistenti".

"Siccome si sta entrando in terreno un po' più accidentato, gli investitori nel tempo saranno sempre più attenti al livello solidità dei conti in una congiuntura che può peggiorare", osserva ancora il banchiere.

leggi anche | Nick Wall (Merian Gi): "Il debito italiano sempre più sulle spalle degli investitori nazionali"

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