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Il vento della crescita arriverà dai mercati emergenti

"Le nostre previsioni di crescita per gli emergenti rimangono caute, ma la stima del 4,8% per il 2020 è notevolmente superiore al 4,4% previsto per quest'anno". L'analisi di Maarten-Jan Bakkum

Il vento della crescita arriverà dai mercati emergenti

"Nonostante gli elevati rischi per la crescita globale derivanti dall'attuale incertezza commerciale, dobbiamo rimanere vigili di fronte a possibili sorprese riguardanti la crescita. Questa sembra infatti stabilizzarsi nei mercati emergenti dopo trimestri di dati in deterioramento, soprattutto nel settore manifatturiero". L'analisi di Maarten-Jan Bakkum, senior emerging markets strategist di NN Investment Partners.

Un significativo stimolo monetario dovrebbe tradursi in una crescita del credito più forte

Nel mondo emergente, il nostro indicatore di crescita è ancora vicino allo zero, confermando che nel complesso non è in peggioramento. La Cina, la più grande economia emergente, ha pubblicato numeri leggermente migliori per la produzione industriale, gli investimenti fissi e la crescita delle vendite al dettaglio.

Anche l'ampia crescita del credito ha guadagnato terreno in giugno, anche se ancora lentamente, passando dall'8,3% all'8,5%. Restiamo dell’opinione che gli sforzi di stimolo da parte delle autorità cinesi porteranno a una crescita della domanda interna più robusta nella seconda metà dell'anno, compensando l’attuale debolezza del commercio estero.

L’approccio sempre più espansivo della Fed e della BCE spiega il recente aumento dei flussi di capitali verso gli emergenti, che ha consentito alle banche centrali di questi paesi di ridurre i tassi di interesse: la metà delle banche centrali emergenti ha ridotto i tassi negli ultimi tre mesi o dovrebbe farlo presto.

Un significativo stimolo monetario dovrebbe tradursi in una crescita del credito più forte e in grado di compensare in parte la debolezza causata dall'incertezza commerciale. Le nostre previsioni di crescita per gli emergenti rimangono caute, ma la stima del 4,8% per il 2020 è notevolmente superiore al 4,4% previsto per quest'anno.

Questi sviluppi hanno impattato sul posizionamento dei nostri portafogli globali sul debito dei mercati emergenti. Nel campo delle valute forti, nello specifico, preferiamo il debito societario delle imprese statali rispetto a quello sovrano.

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