Enasarco, il ministero chiede lumi, e nessuno fa chiarezza col cda

Snodi surreali nella gestione della cassa previdenziale degli agenti. Il Mef fa un'ispezione, manda 180 pagine di rilievi, il consiglio d'amministrazione non viene informato dei contenuti della relazione e la presidenza scarica il barile sulla direzione, rimbrottandola ad alzo zero. E i consiglieri di minoranza s'infuriano

Enasarco, il ministero chiede lumi, e nessuno lo dice al cda

Il Ministero dell’Economia vuol vedere chiaro sulla gestione dell’Enasarco, la grande cassa previdenziale privata che tutela le pensioni di 230 mila agenti e rappresentanti, tra i quali i consulenti finanziari. E con 180 pagine di relazione ispettiva – frutto appunto dei tre mesi di ispezione dello scorso inverno – muove alla fondazione rilievi e domande su una serie di scelte fatte sia sotto la gestione dell’ex consiglio d’amministrazione, presieduto da Brunetto Boco, sia dell’attuale vertice rappresentato da Gianroberto Costa. Era ora che il Mef si svegliasse.

Chi sonnecchia però rimane l’ente, perché i suoi vertici – in attesa di preparare le risposte fornali al ministero - non hanno informato il consiglio d’amministrazione di quella che evidentemente hanno considerato una faccenduola di poco conto. Peccato che i consiglieri se ne sono accorti - per caso, dai sindaci, durante l’ultima assemblea dei delegati - e si sono giustamente infuriati. E la presidenza ha dato la colpa dell’omessa comunicazione al direttore generale.

Capito bene? Riepologhiamo: Enasarco subisce un’ispezione ministeriale e riceve, il 7 giugno, 180 pagine di relazione ispettiva con domande e rilievi. Ha 120 giorni per rispondere, cioè entro il 6 ottobre prossimo; è compito del direttore generale farlo, e lo farà, naturalmente. Ma nel frattempo, era  pensabile non informare ufficialmente il consiglio su una cosa di tale delicatezza?
E invece così è andata. Ma, alle rimostranze dei consiglieri, la presidenza ha totalmente scaricato il barile dell’omessa comunicazione sulla direzione generale, come se non riguardasse proprio la presidenza del consiglio il presidio della trasparenza sugli atti istiruzionali che riguardano l’ente.

I cinque consiglieri che sono espressi dalle istituzioni di rappresentanza federatesi allo scopo di ribaltare i rapporti di forza alle elezioni della primavera 2020, hann fatto le loro rimostranze per quest’informazione incredibilmente omessa; e come tutta risposta ad esse hanno ricevuto, per conoscenza, copia della lettera con cui la presidenza (Costa con i due vice Costante Persiani e Giovani Maggi) sollecitava il direttore generale Carlo Bravi a “a rappresentare agli organi statutari le risultanze dei controlli effettuati” dal ministero … ed a “fornire aggiornamenti sullo stato di avanzamento” sui “processi corretti e/o risolutivi” in atto sulle criticità rilevate nella gestione della Corte dei Conti. Insomma, una lettera che andava ben oltre la pura rimostranza sulla mancata comunicazione dal direttore al consiglio e si avvicinava a un messaggio di sfiducia.

A questo punto, i cinque consiglieri in copia conoscenza hanno allora commentato con un contromessaggio la comunicazione di Costa sl direttore: innanzitutto, richiamandolo al suo dovere di gestire in prima persona l’informativa istituzionale al consigio e poi chiedendogli di convocare al più presto il consiglio stesso per discutere della funzione del direttore generale, a valle dei severi richiami mossigli dalla presidenza… Più che un ulteriore atto di sfiducia verso il management, una lezione di governance alla presidenza. Insomma, le elezioni dell’Enasarco dovrebbero essere domani, altro che primavera 2020.
 

Nel pomeriggio del 9 agosto, la Fondazione Enasarco ha fatto pervenire a Investiremag una precisazione relativa a questo articolo che volentieri pubblichiamo. 

"In riferimento alla ispezione del MEF citata nell'articolo, si precisa che trattasi di una ispezione di tipo ordinario, che ha riguardato anche altre Casse previdenziali. La relazione inviata alla Direzione Generale della Fondazione è attualmente in fase di istruttoria da parte dei vari Servizi che per competenza stanno predisponendo le risposte ai chiarimenti richiesti. In data 17 luglio 2019 tale procedura ispettiva è stata oggetto di una specifica informativa al Consiglio di Amministrazione, fornendo a corredo della memoria introduttiva uno schema contenente le principali materie oggetto di rilievi e di richieste di chiarimenti. Un ulteriore passaggio in Consiglio sarà effettuato non appena gli Uffici competenti avranno concluso la necessaria fase di istruttoria".

Prendiamo atto della precisazione che non contesta i fatti più rilevanti da noi riportati, ossia la mancata trasmissione al consiglio del testo della relazione ispettiva nè la lettera di sollecito della presidenza al direttore generale. (s.l.)

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