Quantcast

vigilanza

L'allarme delle autorità Ue: Il passaporto per i servizi finanziari non funziona

In un report pubblicato a luglio, le tre le European supervisore authorities pongono l'accento sui nuovi fronti aperti dai prodotti e servizi finanziari online. "Necessarie regole e strategie condivise"

L'allarme delle autorità Ue: Il passaporto per i servizi finanziari non funziona

L'Europa si sta ponendo il problema dei monitoraggi dei servizi finanziari transfrontalieri. Il dibattito è in corso tra le autorità di controllo europee e come ha scritto lo scoro 24 agosto Plus - Sole 24 Ore, oggi lanciano l’allarme chiedendo un'armonizzazione del sistema di supervisione e la maggiore definizione del ruolo delle authority a tutela dei risparmiatori.

Il messaggio degli istituti è contenuto in un report pubblicato a luglio dalle tre le European supervisore authorities (Eba, Esma e Eiopa) nel quale, da un lato si descrivono i passi in avanti fatti negli ultimi anni sul campo normativo, e dall'altro si pone l'accento sui nuovi fronti aperti dai prodotti e servizi finanziari online

leggi anche | Consob, le truffe finanziarie via web sono in aumento

Le Esa sollevano dubbi sull'attuale regime dedicato ai prodotti  che prende un "passaporto" che semplifica le fasi autorizzatorie riducendole ad una singola per ogni Stato membro, che ne gestirebbe il rilascio in base alla propria normativa. I problemi sono dovuti alla discrezionalità che ne deriva e alle "opportunità di arbitraggio regolatorio e forum shopping, consentendo cioè di scegliere di chiedere l’autorizzazione in Paesi con norme e controlli più morbidi", scrive Plus, "sfuggendo alla vigilanza delle autorità degli altri Paesi in cui sono forniti i servizi, soprattutto nei casi in cui vi si opera in regime di libera prestazione dei servizi, senza una presenza fisica".

Il report si conclude con delle richieste specifiche agli Stati membri dell'Ue: "rafforzare l’armonizzazione delle regole di primo livello che disciplinano la commercializzazione di servizi e prodotti, soprattutto in ambito bancario, e stabilire con chiarezza la ripartizione delle responsabilità in tema di protezione dei risparmiatori tra le autorità di controllo del Paese dell’autorizzazione e quelle dei Paesi in cui sono forniti i servizi".

Per le Esa la stella polare la direttiva europea Mifid2, insieme alla Mcd sui mutui e alla Psd2 sui servizi di paramento, "che mirano a impedire che le istituzioni finanziarie scelgano di aderire al sistema legale di un determinato Stato per evitare norme più stringenti di altri paesi".

Infine, le Esa chiedono ai legislatori europei "di chiarire il tipo di indagine che le autorità nazionali debbano svolgere prima di concedere il passaporto per i servizi finanziari, di imporre di specificare quali servizi verranno offerti in quali Stati (e attraverso quali canali di distribuzione), e di introdurre dei poteri di supervisione nel caso in cui i servizi forniti dall’operatore finanziario divergano dal business plan presentato, incluso il potere di ritirare l’autorizzazione a operare".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo