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Conti correnti, tassi negativi realtà in Germania

I tassi di interesse negativi applicati dalla Banca centrale europea ai depositi degli istituti di credito stanno creando non pochi problemi in alcuni paesi della Zona Euro. L'Italia non rischia (per ora)

La Bce taglia i tassi negativi e gli istituti addebitano i costi ai clienti

I tassi di interesse negativi applicati dalla Banca centrale europea ai depositi degli istituti di credito sono un'arma a doppio taglio per i privati. Se da una parte in alcuni paesi è possibile ottenere finanziamenti a costo zero e magari anche guadagnarci (per esempio in Danimarca), in altri paesi questi tassi stanno creando non pochi problemi. Plus - Sole 24 Ore scrive del trasferimento dei tassi negativi sui conti dei clienti, adesso possibile per i depositi oltre i 100mila euro. 

La reazione del ministro delle Finanze, Olaf Scholzm, è stata quella di prendere in considerazione un provvedimento che impedisca questo trasferimento. Contraria l’associazione delle banche che ha urlato all’illegittimità costituzionale del provvedimento. 

In Italia il rischio è ancora lontano. "A causa del rischio Paese", scrive Plus, "i titoli del Tesoro hanno i rendimenti più appetibili nell’area euro (secondi ai greci) ma anche a livello globale, se si escludono gli emittenti dei Paesi emergenti e quelli considerati scarsamente affidabili. Tanto che le azioni delle banche italiane che hanno in pancia le obbligazioni tricolori sono penalizzate quando le quotazioni calano (...). Tuttavia, la prospettiva di un rovesciamento completo delle parti tra chi paga e chi è remunerato per prestare soldi non è inverosimile in un mondo dove il 40% circa delle obbligazioni ha rendimento negativo e che sembra destinato a durare a lungo".

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