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Enria (Bce): "In Ue ristrutturazione del sistema bancario troppo lenta"

Per il responsable della vigilanza nella Banca centrale europea il Vecchio Continente dovrebbe ispirarsi al modello statunitense per i tempi di reazione dimostrati dopo il crack del 2008

Andrea Enria, presidente della Vigilanza Bce

Andrea Enria, presidente della Vigilanza Bce

Negli Usa, dopo la crisi finanziaria culminata nel fallimento di Lehman Brothers, il sistema bancario ha affrontato i problemi "in modo molto più veloce" rispetto a quello dell'area euro, dove "non c'è stata" ancora "un ristrutturazione sufficiente". Lo ha detto il presidente della Vigilanza Bce, Andrea Enria, in audizione alla commissione Econ del Parlamento Europeo, rispondendo a una domanda su Deutsche Bank, specificando però di parlare "in generale", non potendo riferirsi in particolare ad una singola vigilata.

Negli Usa, ricorda Enria, il sistema ha affrontato il problema della qualità degli attivi (come gli Rmbs, Residential Mortgage-Backed Securities, titoli con sottostanti mutui residenziali subprime, i cosiddetti asset 'tossici') e dell'eccesso di capacità attraverso un processo di "consolidamento" del settore.

In Europa questo è avvenuto solo in parte e molto più lentamente, ma sottolinea infine: "le banche che sono state più efficaci nel rifocalizzare i loro modelli di business investendo nelle nuove tecnologie sono banche che ora sono riuscite a completare la transizione e si trovano ora in una posizione molto più solida" rispetto a prima.

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