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Derivati AFX Capital Markets, tanti investitori italiani rischiano di non ricevere l’indennizzo

Il nodo è rappresentato dalla configurazione di chi ha investito in cliente professionale, che impedisce di accedere al sistema di indennizzo cipriota

Derivati AFX Capital Markets, tanti investitori italiani rischiano di non ricevere l’indennizzo

Prosegue il silenzio riguardo le sorti di AFX Capital Markets Ltd, società a cui l'autorità di vigilanza Cyprus Securities and Exchange Commission (Cysec) ha sospeso con effetto a partire dallo scorso 19 luglio la sospensione dell'autorizzazione alla prestazione di servizi di investimento.

A essere preoccupati sono anche i numerosi clienti italiani. Uno dei maggiori problemi è rappresentato dal fatto che, a seguito degli interventi ESMA in merito all'operatività in derivati, ai clienti è stato proposto di adeguare il proprio status, con continuo riferimento alle maggiori agevolazioni e soprattutto ai bonus la stessa ESMA ha deciso di vietare con Decisione (Ue) 2018/796 dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati del 22 maggio 2018 di limitazione temporanea dei contratti per differenze nell'Unione europea conformemente all'articolo 40 del regolamento (Uw) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio. 

Limitazioni ancora in corso e recepite in via definitiva dalla Consob con Delibera n. 20976 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 150 del 28.6.2019: 5.5 La proibizione di benefici monetari e non. 

Un'ultima misura per affrontare i rischi relativi alla distribuzione di CFD ai clienti al dettaglio è il divieto di benefici monetari (per esempio i cosiddetti "bonus sulla negoziazione") e di alcuni tipi di benefici non monetari. Le promozioni finanziarie che offrono bonus o altri incentivi alla negoziazione di Cfd spesso distraggono i clienti al dettaglio dalla natura altamente rischiosa di questi prodotti, attirando quelli che in assenza dei suddetti incentivi potrebbero non scegliere di effettuare tali investimenti. I benefici proposti sono spesso subordinati alla necessità che i clienti effettuino depositi sul conto o eseguano un certo volume di operazioni.

Tali divieti si applicano agli investitori al dettaglio, da qui la spinta a far diventare professionisti tutti i clienti.

Da notare come la semplice dichiarazione del cliente non è sufficiente a considerarlo professionale. Come previsto dal punto II.2. (Procedura) dell'allegato 3 al Regolamento Consob 20307 del 15 febbraio 2018:

Prima di decidere di accettare richieste di rinuncia a protezione, devono essere adottate tutte le misure ragionevoli per accertarsi che il cliente che chiede di essere considerato cliente professionale soddisfi i requisiti indicati nella sezione II al punto 1. Nonostante ciò, i broker si accontentano della sola dichiarazione da essi stessi sollecitata al cliente.

Sempre a tal proposito, lo scorso 11 luglio l'Esma, ha pubblicato uno statement sul rispetto alle vigenti regole in tema di product intervention delle pratiche di mercato utilizzate dagli operatori per la commercializzazione, distribuzione o vendita ai clienti al dettaglio di contratti per differenze (cfd), chiarendo i requisiti necessari che devono caratterizzare l'offerta di cfd e identificando le principali pratiche indesiderate ad oggi utilizzate, in primis l'arbitraria applicazione ai clienti dello status di cliente professionale.

Tutto ciò riveste un aspetto fondamentale riguardo l'eventuale intervento del Sistema di indennizzo degli investitori: quello cipriota prevede un massimale di intervento pari a 20.000 euro (il minimo previsto dalla Direttiva Ue) ma, come tutti gli altri, esclude l'intervento a favore dei clienti professionali.Molti investitori rischiano pertanto di rimanere all'asciutto.

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