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il caso

Amicopolis: si muove anche la Procura della Repubblica

Il 6 agosto scorso, la Guardia di Finanza di Caltanissetta ha sequestrato siti internet e conti correnti riconducibili ad Amicopolis Limited srl, società che gestiva il social network Amicopolis

Amicopolis: si muove anche la Procura della Repubblica

Il sequestro è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta, in un procedimento penale attualmente in corso, che vede indagato l’amministratore della società, Fulvio D'Amico, ed altri soggetti per i reati di truffa, autoriciclaggio, emissione abusiva di moneta e esercizio abusivo dell’intermediazione finanziaria.

L'offerta bloccata da Consob riguardava pacchetti pubblicitari con PayBack mensile tramite i quali, si affermava, venivano redistribuiti gli utili provenienti dai banner pubblicitari nel social network Amicopolis

Attualmente le persone offese individuate sono 19 per investimenti di oltre 500mila euro, ma i danneggiati sono molti di più. Si stima che almeno 300 siano i soggetti rimasti coinvolti, per un buco che supererebbe il milione e mezzo di euro. Tra di essi, anche numerosi commercianti che hanno venduto merce ad Amicopolis senza essere pagati.

L'Aduc si era occupata della vicenda sin dall'agosto 2018, quando diversi utenti avevano chiesto consigli sul social che da una parte prometteva di pagare le attività degli iscritti e dall’altro prometteva investimenti dai rendimenti stratosferici acquistando “pacchetti pubblicitari” venduti tramite il sito internet.

L'11 agosto 2018, Aduc aveva segnalato alla Consob e all’Antitrust l'offerta, da parte di sedicenti agent, di pacchetti pubblicitari della Amicopolis Ltd. L'offerta riguardava pacchetti pubblicitari con PayBack mensile tramite i quali, si affermava, venivano redistribuiti gli utili provenienti dai banner pubblicitari nel social network Amicopolis.

Tra i tanti annunci si leggeva ad esempio: "Abbiamo affidato in esclusiva agli Agents la vendita dei primi pacchetti pubblicitari con PayBack mensile del 15%. 3184,10 euro è il prezzo di ciascun pacchetto pubblicitario + 10 Polis 18 carati in omaggio + PayBack mensile pari a 477,62 euro redistribuito il 26 di ogni mese x 26 mesi".

Oppure anche: "Il social dà la possibilità di investire dei soldi per acquistare una moneta in oro chiamata Polis al costo di 318,41 euro ricevendo in cambio un interesse del 15% a trimestre (47,76 euro) per 9 trimestri. Alla scadenza dei 9 trimestri riceveremo anche la moneta d’oro acquistata in precedenza che pesa 8,5 grammi ed ha un valore stimato proprio in 318,41euro. In questo modo si raggiunge prima la soglia dei 300 euro richiesti per il cashout".

Consob è poi intervenuta dapprima sospendendo e poi vietando definitivamente l'offerta. E’ questo il momento, prosegue l'Aduc, di presentare – per i tanti che non lo hanno ancora fatto – un esposto querela per essere informati dalla Procura della Repubblica in merito all'evoluzione del procedimento e poter poi chiedere, in quanto persone offese dal reato, il risarcimento dei danni e la restituzione del denaro investito, costituendosi parte civile nel processo penale che dovrebbe seguire.

La caratteristica che fa di Amicopolis un caso a parte è il suo schema di piramide finanziaria. I social che promettono guadagni spesso offrono incentivi a chi porta nuovi clienti, nel classico schema multi-livello. Multi-livello che impazza anche in altri comparti come gli integratori alimentari, i prodotti cosmetici e tanti altri.

La società che gestiva il sito Amicopolis aveva chiesto all'Aduc di oscurare le lettere, le relative risposte e i commenti degli utenti del sito Aduc e, al diniego, ha citato l'Aduc in giudizio davanti al Tribunale di Caltanissetta chiedendo la rimozione delle lettere diffamatorie. Il Tribunale ha rigettato la richiesta.

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