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Assimutuo Unicredit: i clienti si oppongono, intervengono Ivass e Banca d'Italia

L'udienza con cui inizierà la discussione sulla prima vertenza è previsto per fine ottobre presso il Tribunale di Roma. La causa sarà patrocinata dall'avvocato Anna D'Antuono dell'Aduc

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Sono in arrivo importanti novità nella vicenda dei mutui Assimutuo. Alla fine di ottobre si terrà presso il Tribunale di Roma l'udienza in cui sarà avviata la discussione sulla prima vertenza patrocinata dall'avvocato Anna D'Antuono dell'Aduc riguardo il controverso contratto che vede strettamente uniti un mutuo casa ed una polizza vita.

Ivass sta valutando la legittimità del contratto di Assimutuo e dei modi in cui è stato collocato alla clientela

Nella stessa occasione sarà anche discussa la richiesta di sospendere l'esecutività del precetto notificato da Unicredit fino alla definizione della controversia. L'Aduc ha nei mesi scorsi inviato esposti all'Ivass e alla Banca d'Italia, segnalando la situazione venutasi a creare.

La risposta dell'Ivass di aver avviato i necessari approfondimenti vuol dire, nel linguaggio della Vigilanza, che stanno prendendo in considerazione l'idea di valutare la legittimità del contratto e dei modi in cui è stato collocato alla clientela.
Aviva Italia, nella propria replica, afferma che la polizza copre il capitale residuo del mutuo solo in caso di premorienza dell'assicurato, mentre a scadenza restituisce il capitale che risulta dalla gestione separata.

La compagnia prosegue dicendo che tale differenza è chiaramente specificata nel contratto e di aver sempre inviato il rendiconto annuale (molti non li hanno invece ricevuti) dove è specificato il capitale spettante in base all'andamento della gestione separata.

La Banca d'Italia comunica di essere già al lavoro sul caso e di non poter dire altro per via del segreto d'ufficio.
La vicenda ha inizio oltre venti anni fa. A partire dalla metà del 1997 e fino a tutto il 2000, infatti, Abbey National Italia proponeva tra gli altri il prodotto "Assimutuo", un combinato tra un mutuo ed un prodotto assicurativo della Commercial Union, che a sua volta conteneva una copertura caso morte del debitore ed una componente di investimento.

Ora che le scadenze giungono via via a maturazione, i malcapitati debitori si rendono conto della reale natura del contratto e scoprono di non aver affatto terminato i pagamenti ma anzi di essere chiamati a saldare un'ulteriore consistente somma, pari ad alcune decine di migliaia di euro, che varia in base al capitale erogato e alla durata del mutuo.

Abbey National ha lasciato il mercato italiano ai primi del 2004 cedendo tutti i contratti a Unicredit Banca per la Casa assorbita successivamente nella capogruppo

Lo schema prevedeva che il cliente pagasse ad Abbey National la quota interessi del mutuo, mentre la quota capitale alimentava la polizza assicurativa. 

Secondo le intenzioni, e secondo ciò che i venditori Abbey National comunicavano, al termine dei pagamenti il ricavato della polizza sarebbe stato erogato ad Unicredit per estinguere integralmente la quota di capitale del mutuo.

Peccato che, tra costo della copertura caso morte e soprattutto scarso rendimento del capitale investito, accade che al momento dell'estinzione, a scadenza o anticipata che sia, emerga per il cliente una davvero sgradita sorpresa con conseguente richiesta di forti importi per colmare il capitale che manca all'appello.

Una batosta per gli ignari clienti, i quali credono di aver estinto il debito ma invece si vedono recapitare da Unicredit una richiesta di pagamento. Parliamo di Unicredit perché Abbey National ha lasciato il mercato italiano ai primi del 2004 cedendo tutti i contratti a Unicredit Banca per la Casa (poi incorporata dalla capogruppo), che da quel momento è subentrata nel rapporto coi clienti incamerando la quota interessi, mentre immutato è rimasto il rapporto contrattuale con Commercial Union a parte il cambio della sua denominazione in Aviva nel 2006.

Siamo in presenza di una combinazione di contratti molto simile ai tristemente noti prodotti di investimento della famiglia My Way – 4 You del Mps. Contratti che la Corte di Cassazione ha giudicato privi di meritevolezza giuridica a causa della loro illogica struttura.

Ciò dovrebbe far comprendere a Unicredit che è meglio evitare che i sottoscrittori di "Assimutuo" intraprendano vertenze legali per risolvere la situazione in cui inconsapevolmente si sono venuti a trovare. Anche perché, nell'acquisire i mutui Abbey National, Unicredit ha per forza di cose valutato il rischio che gli "Assimutuo" avrebbero portato, con consistenti somme da esigere nei confronti di clienti che, sentendosi giustamente ingannati, non sarebbero per niente stati disposti a pagare. Proprio ciò che sta avvenendo ora. Ai Tribunali il compito di dirimere la questione.

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