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insurance | lo studio zurich-swg

In Italia solo una casa su tre è protetta dai danni

Nonostante il rischio sismico sia elevatissimo solo il 5% dei 10 milioni circa di polizze stipulate riguarda questa categoria. Al Nord è assicurato 55,2% delle case, il 30,4% al Centro e il 22,4% nel Meridione

In Italia è assicurato solo il 34,2% delle abitazioni

"L'Italia è nello stesso tempo il paese europeo più esposto al rischio di terremoti e alluvioni e quello con la più alta quota di ricchezza, oltre due terzi, investita in case e immobili. Eppure, appena il 2,4 per cento delle abitazioni è coperto da rischi''. Il paradosso tutto italiano è stato stigmatizzato ieri dal presidente dell'Istituto di controllo del mercato assicurativo (Ivass) e direttore generale della Banca d'Italia, Fabio Panetta

Nel 40% dei casi in cui esiste una polizza questa riguarda una casa per la quale si paga un mutuo, quindi, non si tratta di una libera scelta ma obbligata dalla banca

Una considerazione che trova riscontro nello studio di settore svolto da Zurich e Swg di cui scrive oggi il Corriere Economia online. "Tra chi non ha ancora una polizza, oltre il 31% si dichiara non interessato, il 35% è possibilista e un terzo ha rinunciato all’idea dopo averla valutata", scrive il Corriere

In Italia è assicurato solo il 34,2% delle abitazioni e in quasi il 40% dei casi in cui esiste una polizza questa riguarda una casa per la quale si paga un mutuo quindi, si legge "non si tratta di una libera scelta perché l’accensione di un finanziamento bancario comporta obbligatoriamente la stipula di una copertura almeno contro incendio e scoppio".

La differenza territoriale è purtroppo molto marcata. Nel Nord è assicurato 55,2% della abitazioni, il 30,4% nel Centro Italia e al 22,4% nel Meridione.

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Riguardo al rischio disastri di cui ha parlato il numero uno di Ivass, il dato sulle polizze antisismiche rilevato da Zurich e Swg dice che gli immobili residenziali coperti in Italia sono meno di mezzo milione ossia il 5% dei 10 milioni circa di polizze stipulate, "a fronte di un totale di 35 milioni di unità".

Il problema è che la percezione del rischio di eventi naturali catastrofici sottostima di molto la realtà. Il 91% dei comuni italiani infatti, secondo la ricerca, risulta a rischio idrogeologico, a fronte dell’83% dei connazionali che pensa di abitare un territorio esente da rischi".

La metà degli intervistati non si assicura per i costi eccessivi ma la percezione della spesa reale è falsata. Il presidente dell'Ivass, Panetta, ritiene che il basso livello di polizze sia dovuto alla "bassa capacità di comprensione dei concetti e dei rischi finanziari"

In Italia ci si assicura, prima di tutto, per paura di furti (il 54% per le prime abitazioni, il 32,4% per la seconda casa) e di intrusioni (50% e 22,6%). "Seguono gli incendi (29,1% e 6,2%), l’allagamento a causa dello scoppio di una tubatura (28,9% e 32,4%), la fuga di gas (28,9% e 7,1%) e i danni elettrici (24% e 22,7%)".

Per la metà degli intervistati il motivo dell'assenza di una polizza è l'eccessivo costo da sostenere. Il report sottolinea come, tra questi cittadini, la percezione del prezzo mediamente, sia di 500 euro, rispetto a costi reali che si attestano a meno della metà di questa cifra. 

Come spiegarlo? Vengono i soccorso, di nuovo, le parole di Panetta secondo cui la causa del basso livello assicurativo italiano è dovuto alla "bassa capacità di comprensione dei concetti e dei rischi finanziari". 

Importante anche la fetta (28%) di chi non si assicura per mancanza di fiducia nelle compagnie. Il 16% dei coinvolti nello studio di Zurich Swg, addirittura, non ritiene che sia utile.

Al primo posto tra i dispositivi scelti dagli italiani per proteggere i propri beni ci sono i sensori anti intrusione, installati in un terzo delle prime case e quasi in un quarto delle abitazioni di villeggiatura. Seguono i rilevatori per lo sbalzo della tensione elettrica.

Poco utilizzata, invece, la video sorveglianza. "Nelle prime case ci sono telecamere per il monitoraggio dell’esterno nel 18,8% dei casi, quota che diminuisce al 16,5% per quelle interne", si legge sul Corriere. "Per le seconde case si scende al 13,4 e al 12,3%. Ridotta la presenza di rilevatori di gas (18,1% prime case, 13,4% seconde), di fumo (12% sia per le prime che per le seconde case) e si scende per i sensori antiallagamento al 6,4% delle prime case, e al 9,4% delle seconde".

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L'arrancare del settore assicurativo immobiliare trascina con sé anche quello delle nuove tecnologie che permettono la gestione degli spazi abitativi attraverso sistemi di domotica e intelligenza artificiale. Secondo l'Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano l'anno scorso il canale assicurativo dedicato alle case intelligenti è calato dal 4 al 3%, a fronte di una crescita del 28% nel 2018 del settore tecnologico rispetto all'anno precedente.

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