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I Compro Oro ricorrono all'Abi: "Noi vittime di pregiudizi"

Gli operatori del settore non ci stanno alla stretta delle banche alle loro attività. Il presidente di Antico, Nunzio Ragno, incontrerà l'associazione bancaria e dichiara: "Gli istituti ci spingono sistematicamente a non rispettare la legge"

I Compro Oro ricorrono all'Abi: "Noi vittime di pregiudizi"

Nunzio Ragno, presidente di Antico

I compro oro non ci stanno alla stretta del settore bancario alle loro attività. La chiusura dei conti corrente e il no a richieste di apertura di nuovi. Nunzio Ragno, presidente di Antico, l'associazione che raccoglie questa tipologia di attività, ha richiesto e ottenuto un incontro con l'Abi il prossimo 21 ottobre. 


L'associazione lamenta un pregiudizio sugli operatori del settore dell'oro usato da parte delle banche che si oppongono all'apertura di conti correnti

"Ciò che si deve comprendere", scrive Antico in un comunicato ripreso da Adnkronos, "è che i provvedimenti restrittivi delle banche, seppur in funzione della propria facoltà di disciplinare ed autoregolare liberamente i rapporti con la clientela, ledono drasticamente il legittimo, lecito e libero svolgimento di iniziativa di impresa e il principio di uguaglianza, rispettivamente contemplati dalla nostra Carta Costituzionale; oltre a ignorare gli indirizzi comunitari".

"Purtroppo sugli operatori di questo settore c'è un ingiustificato e discriminatorio pregiudizio delle banche che si oppongono ancor prima di eseguire le operazioni di antiriciclaggio", si legge ancora nella nota.

E ancora: "Questo, anche a causa dei molteplici fatti di cronaca che hanno accostato negli anni la figura professionale del cosiddetto compro oro alle attività illecite e di riciclaggio di beni e denaro che, tuttavia, proliferano in svariati comparti economici come ad esempio la ristorazione". 

Per Ragno "le attuali condotte ostruzionistiche delle banche, sottraggono ai soggetti privati meno abbienti un importante canale di monetizzazione e approvvigionamento di risorse liquide, facendo così venir meno la funzione sociale svolta agli esercenti".

L'ultima grande inchiesta relativa ai compro oro è quella dello scorso gennaio che ha portato all’arresto di 13 persone nel viterbese, indagate per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso. I dati della Guardia di Finanza del 2013 rilevavano che le violazioni di legge interesserebbero almeno il 60% dell'intero settore. Al riguardo Ragno ritiene che sia il comportamento stesso delle banche a indurre "sistematicamente gli operatori in oro ad adottare soluzioni operative fuori legge che alimentano l'economia sommersa", dice infatti il numero uno dell'associazione.

L'incontro con Abi ha l'obiettivo di individuare soluzioni operative da suggerire agli istituti bancari in modo da invogliare gli stessi ad adottare procedure di analisi del profilo di rischio della clientela (strumenti antiriciclaggio), "piuttosto che negare di default l'instaurazione del rapporto bancario".

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