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I riflessi del calo della fiducia dei consumatori sui portafogli

"Da un lato è utile mantenere esposizione ad azionario e credito, dall'altro, metalli preziosi, volatilità e yen costituiscono utili contrappesi nella fase attuale". L'analisi di Massimo De Palma

I riflessi del calo della fiducia dei consumatori sui portafogli

"Il consumatore americano è una figura quasi mi­tologica per il capitalismo globale e per il sistema finanziario. Questo per ragioni fondate, trattandosi dell’attore più rilevante per il PIL statunitense (conta il 70%)". L'analisi di Massimo De Palma, responsabile team multi asset di GAM (Italia) Sgr.

L’ultimo dato di fiducia (consumer confidence) pubblicato in questi giorni ha evidenziato a sorpresa un netto calo, da 133 a 125

A questo proposito, l’ultimo dato di fiducia (consumer confidence) pubblicato in questi giorni ha evidenziato a sorpresa un netto calo, da 133 a 125. E’ ancora molto presto per trarre conclusioni, avendo l’indice ritracciato da valori estremamente elevati.

Tuttavia, è un segnale di cui tenere conto, specialmente in una fase in cui altri dati confermano la debolezza economica.

I PMI europei dello scorso lunedì ad esempio con­tinuano a segnalare le difficoltà della manifattura e anche la possibilità che queste si riverberino sui servizi, per la prima volta piuttosto deludenti.

Non stupisce che in questo quadro sia la Germania, cuore nevralgico dell’industria europea, a mo­strare il dato più basso (41), che indica una netta contrazione dell’attività.

Questo deterioramento segue la profonda incer­tezza generata dal conflitto commerciale tra Usa e Cina, fra “guerra psicologica” e misure concre­tamente approvate. Tutto lascia pensare che un accordo sarà trovato, ma l’impressione è che ci vorrà del tempo. 

In questo scenario, già di per sé non esaltante, ha fatto irruzione la notizia della nuova linea mone­taria offerta dalla Fed che si propone di riportare liquidità sul mercato overnight. In un periodo di scadenze tecniche questo è spiegabile, ma è an­che vero che è la prima volta che accade negli ul­timi dieci anni e la notizia regala ai dietrologi nuovi spunti per mettere in dubbio liquidità e fiducia fra gli attori del sistema.

Volendo rimanere ai fatti, quel che sappiamo per certo è che il quadro economico continua a rallentare e i dati citati corrispondono ad altrettanti campanelli d’allarme. Il tempo dirà se si tratti di una pausa del ciclo o qualcosa di più. Dal punto di vista strategico, lo scenario invita a costruire il portafoglio con una logica barbell o “dei due estremi”.

Da un lato è utile mantenere esposizione ad azionario e credito, che continuano ad avere appeal rispetto alle altre asset class in termini di rendimento prospettico offerto; d’altro canto è bene dedicare una componente di portafoglio a strategie di protezione: in questo senso metalli preziosi (politiche monetarie ancora più espansive, conflitti geopolitici), volatilità e yen (maggiore av­versione al rischio) costituiscono utili contrappesi nella fase attuale.

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