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Consulentia fa tappa al nord

Passa a Bologna il testimone della manifestazione organizzata da Anasf oggi e domani dedicata ai cf abilitati all’offerta fuori sede

Consulentia fa tappa al nord

Il secondo appuntamento annuale con Consulentia, la manifestazione organizzata dall’Anasf dedicata ai consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, si trasferisce al Nord. Per la precisione a Bologna.

Da quattro anni infatti accanto all’appuntamento principale nella Capitale (per la cronaca nel 2019, dal 5 al 7 febbraio si è svolta la sesta edizione all’Auditorium Parco della Musica di Roma con un grande successo di partecipazione, circa 3.000 visitatori unici, 59 partner tra sgr e reti, e il contributo del mondo istituzionale e politico) l’associazione dei cf, guidata dal presidente Maurizio Bufi (il primo in foto), ha deciso di affiancare una Consulentia bis, itinerante che per tradizione si svolge nel periodo autunnale.

La prima edizione territoriale si è svolta nel 2016 a Monastier di Treviso, la seconda a Torino nel 2017, la terza a Napoli nel 2018. La due giorni bolognese iniziata per oggi e domani 2 ottobre si svolge nel Palazzo della Cultura e dei Congressi di Bologna: la quarta edizione territoriale della rassegna, un appuntamento atteso dall’intero settore del risparmio gestito, dai singoli consulenti finanziari, dalle stesse reti e dalle società di gestione del risparmio. Al momento in cui Investire va in stampa sono 31 gli sponsor confermati dell’evento bolognese, mentre sono 750 i partecipanti iscritti. 

Il primo giorno. In primo piano, all’interno del programma di iniziative per la due giorni bolognese, c’è il ruolo del consulente finanziario nel nuovo contesto della Mifid 2 che sta trasformando giorno per giorno la relazione tra gli attori della consulenza e della gestione finanziaria oltre che il rapporto stesso tra consulente finanziario e investitori privati. Oggi 1 ottobre si è svolto il convegno inaugurale organizzato dai padroni di casa dell’Anasf e dedicato al tema “Il ruolo del consulente finanziario nell’era della trasparenza. Etica, competenze, remunerazione”. 

La relazione introduttiva di oggi è stata affidata a Stefano Zamagni, economista e professore di Economia Politica Università di Bologna

Obiettivo del convegno è approfondire l’aspetto dello sviluppo delle competenze professionali, inteso come percorso di crescita continua, è da sempre un elemento caratterizzante l’attività del consulente finanziario e ha acquisito piena legittimazione a livello normativo. 

Come spiega la presentazione ufficiale, “il ruolo del consulente finanziario, professionista del risparmio e vettore di educazione finanziaria dei cittadini, può e deve altresì collocarsi in una dimensione etica. Competenza ed etica sono un co-requisito a partire dal quale costruire nel tempo la relazione fiduciaria tra risparmiatore e consulente finanziario.

Conoscenze, abilità professionali e fiducia rappresentano, a loro volta, le componenti essenziali di una matrice valoriale che deve essere riconosciuta e sviluppata, anche e soprattutto mediante politiche e prassi di remunerazione trasparenti, condivise e capaci sia di riconoscere la professionalità del consulente finanziario sia di rispondere sempre a esigenze e istanze dei risparmiatori”. 

In apertura del convegno ci sono stati i saluti istituzionali di Stefano Bonaccini, presidente Regione Emilia Romagna, che poi ha lasciato spazio alla relazione introduttiva di Stefano Zamagni (il secondo in foto), economista e professore di Economia Politica Università di Bologna.

Per la giornata conclusiva di domani è prevista la relazione di Massimiliano Marzo, professore di economia del Dipartimento Scienze Aziendali dell’Università di Bologna

Il secondo giorno. “La consulenza finanziaria: creazione di valore per i singoli e la società” è il titolo del seminario di aggiornamento professionale organizzato domani da Anasf.

L’evento prenderà lo spunto dalle recenti disposizioni normative hanno posto molta enfasi sul ruolo della formazione del consulente finanziario. Il cf si configura come la vera interfaccia del singolo individuo nei confronti della finanza.

La sua formazione è elemento imprescindibile perché egli svolge una funzione nel pieno interesse pubblico, dal momento che il suo ruolo è principalmente incentrato sulla tutela del risparmio.

Nella presentazione del seminario infatti si spiega che “La formazione è elemento cruciale per intercettare le esigenze di una clientela sempre più vasta che non può più utilizzare le tutele offerte tradizionalmente dallo Stato, specialmente in materia di sanità e di previdenza: il risparmio è quindi strumento essenziale per il welfare e la redistribuzione del reddito, in un contesto sociale caratterizzato da disuguaglianze reddituali".

"Evidentemente", si continua a leggere, "un consulente finanziario ben preparato permette la disseminazione dell’informazione legata agli strumenti finanziari e il miglioramento dell’accesso agli investimenti finanziari da parte di una vasta scala di investitori. L’intervento partirà da un’analisi di scenario sui trend globali legati all’andamento della disuguaglianza globale, del debito e del risparmio per poi concentrarsi sul ruolo del cf come soggetto diffusivo di informazioni, consulenza e formazione”.

È prevista l’introduzione di Luigi Conte, vicepresidente vicario e responsabile dell’area Formazione e Rapporti con le Università. E poi la relazione del docente Massimiliano Marzo (il terzo in foto), professore di economia del Dipartimento Scienze Aziendali dell’Università di Bologna.

*articolo pubblicato su Investire di settembre

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