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l'intervista

È ora di innovare, contratto e persona giuridica per i cf

Maurizio Bufi (Anasf): "I consulenti finanziari hanno bisogno di una cornice contrattuale diversa da quella degli agenti di commercio. il ruolo di anasf rimarrà centrale in ocf anche in futuro"

Maurizio Bufi, presidente Anasf

Maurizio Bufi, presidente Anasf

Torna l’appuntamento con Consulentia, l’edizione autunnale della manifestazione di punta del mondo dei professionisti della consulenza finanziaria che si svolgerà questa volta a Bologna il 1 e il 2 ottobre.

Con Consulentia abbiamo creato dal nulla  un evento irrinunciabile nel panorama italiano della consulenza finanziaria

L’evento rappresenta l’occasione per scambiare un po’ di idee con il presidente di Anasf, Maurizio Bufi, che della rassegna bolognese è organizzatore e ispiratore, e fare il punto su presente e futuro dei consulenti finanziari e su tutti i temi caldi dell’associazione, dai rapporti contrattuali con le mandanti, alle prospettive dell’Ocf, fino all’impegno in Enasarco.

Bufi, quali saranno i temi chiave della versione autunnale di Consulentia a suo giudizio?

Tutte le ultime edizioni di Consulentia, sia a Roma che sul territorio, hanno avuto un filo conduttore: la valorizzazione del ruolo del consulente finanziario come professionista nella gestione del risparmio delle famiglie, nell’ambito di un’industria finanziaria in grande trasformazione per effetto della pressione normativa, dell’innovazione tecnologica e della concorrenza tra diversi canali distributivi. Anche Bologna non farà eccezione, seppur con un focus specifico sulle tematiche della trasparenza e dell’etica professionale e della giusta remunerazione dei consulenti.

Cosa rappresenta oggi Consulentia per Anasf e per la categoria dei cf? E cosa può diventare in futuro?

In pochi anni l’Anasf con Consulentia ha creato dal nulla un evento irrinunciabile nel panorama italiano della consulenza finanziaria. Sia dal punto di vista dei contenuti, sia da quello dei partecipanti, sia per il volume d’affari che ha generato. Nato all’interno della nostra associazione per conto degli iscritti ha avuto da subito la prospettiva e l’ambizione di rappresentare tutta la categoria.

Consulentia infatti è una delle occasioni dove si fa maggiormente nuovo associazionismo e in ogni caso essa rappresenta il palcoscenico più importante per affrontare le questioni più sensibili per i consulenti. Per il futuro vedo un’ulteriore accelerazione verso un respiro europeo in quanto a temi trattati e presenza di ospiti qualificati.

La formazione passa anche attraverso il rapporto con le università, l’investimento sui giovani consulenti e su nuovi modelli e assetti organizzativi

Parliamo di formazione, secondo lei le società mandanti stanno facendo tutto il possibile per sviluppare le competenze dei consulenti, alla luce degli input della normativa e dell’evoluzione del mercato?

Le società sono prevalentemente votate a logiche di business, com’è normale che sia anche in un settore particolare come quello del risparmio. Tuttavia le mandanti hanno capito che questa professione, se vuole essere tale anche in futuro, deve poter contare su un elevato livello di competenza degli operatori e quindi occorrono risorse, sicuramente, mai abbastanza. La formazione passa anche attraverso il rapporto con le università, l’investimento sui giovani consulenti e su nuovi modelli e assetti organizzativi.

A proposito di mandanti e di rapporti contrattuali, lei è fiducioso sulla possibilità di conferire il mandato a una persona giuridica? Quali potrebbero essere i vantaggi per i consulenti? Non verrebbe ridimensionato il ruolo delle società mandanti?

Intanto cominciamo con il riaffermare che il settore avrebbe bisogno di una cornice contrattuale, che non può essere più quella degli agenti di commercio degli anni settanta, ma disporre di un proprio quadro di riferimento nazionale, in linea con l’evoluzione normativa e regolamentare del mondo della consulenza finanziaria.

In questa evoluzione si inserisce la possibilità di conferire il mandato a una persona giuridica e non più soltanto a una persona fisica. È appena il caso di ribadire, che i due modelli possono coesistere, poiché la scelta della persona giuridica sarebbe facoltativa, fondata sui possibili vantaggi in tema di specializzazione e ricambio generazionale. Non si tratta di ridimensionare il ruolo delle società mandanti, quanto quello di essere viceversa lungimiranti ed innovativi.

Ci auguriamo che la nostra presenza in Enasarco sia molto più incisiva in futuro, vista anche la prossima campagna elettorale per il rinnovo degli organi sociali della Fondazione. Siamo entrati in punta di piedi e con umiltà, ma ora ci dobbiamo assumere maggiori responsabilità

Lei si avvia alla conclusione del suo secondo mandato da presidente dell’associazione di categoria dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede. Cos’è cambiato dal primo giorno della sua presidenza a oggi nella professione di cf? 

Era il 2011, alla scadenza dell’attuale mandato saranno trascorsi quasi nove anni, un periodo caratterizzato da forti cambiamenti, crisi devastanti, nuovi attori sul mercato, incertezza dei paradigmi economici che hanno caratterizzato i precedenti decenni: diciamo anni vissuti “pericolosamente”, per parafrasare il titolo di un celebre film.

Dal canto nostro, come Anasf, abbiamo contributo a rendere l’attività da promotore a consulente sempre più professionale, elevando le competenze in modo generalizzato, facendola conoscere al grande pubblico, combattendo battaglie a tutela dell’immagine e degli interessi economici di un’intera categoria, elevandone significativamente la reputazione presso il mercato e nei rapporti con le autorità.

Abbiamo inserito la figura del consulente finanziario nel novero degli stakeholder a livello nazionale ed europeo, attraverso una presenza costante, qualificata e apprezzata su tanti fronti e su altrettanti numerosi tavoli di confronto. Ovviamente c’è ancora tantissimo da fare.

Il consiglio nazionale dell’Anasf ha lo scorso 13 giugno appoggiato la sua candidatura alla vice presidenza di Ocf. Come vede il futuro dell’Organismo e il ruolo dell’Anasf all’interno di esso, anche alla luce dell’ingresso di nuovi membri in rappresentanza di tutte e tre le sezioni come Assonova, Ascofind e Nafop?

Non teme che l’associazione possa in futuro vedere ridimensionato il suo ruolo di attuale leadership di rappresentanza dei professionisti iscritti all’Albo?

“L’albero potrà preferire la calma, ma non per questo il vento cesserà” recita un antico proverbio cinese. Intendo dire che abbiamo attraversato un periodo molto travagliato, in cui si sono presentati sul mercato nuovi operatori, che dovevano avere loro forme di rappresentanza e tra questi, essere soprattutto normati e censiti sul mercato.

Non a caso abbiamo favorito la nascita della “Casa della Consulenza” in cui oggi tutti si riconoscono, in quanto tetto comune di consulenti finanziari che svolgono la loro attività con modalità organizzative diverse, ma tutte rispondenti a regole comuni. Quindi, essendo soci fondatori dell’Albo, oggi Organismo che ha assunto anche la vigilanza sugli iscritti, dovremo esercitare quel ruolo non più da soli, lato consulenti, ma insieme ad altri attori, sviluppando le nostre capacità di leadership e di aggregazione e all’occorrenza facendo pesare anche i nostri numeri.

Un’altra partita importante è alle porte, quella di Enasarco. Può fare un bilancio della partecipazione di Anasf agli organi di governo della fondazione? In che modo può contribuire l’Anasf al cambiamento dell’ente e cosa si può fare per rafforzare un istituto di previdenza come Enasarco? Quali saranno le vostre prossime mosse? 

Ci auguriamo che la nostra presenza in Enasarco sia molto più incisiva in futuro, vista anche la prossima campagna elettorale per il rinnovo degli organi sociali della Fondazione. Siamo entrati in punta di piedi e con umiltà, ma ora ci dobbiamo assumere maggiori responsabilità.

Diciamo che in questo primo mandato abbiamo preso le misure, ma siamo veramente solo all’inizio. Le nostre mosse sono già note, in quanto abbiamo stipulato una coalizione insieme a due importanti rappresentanze sindacali del mondo degli agenti di commercio e a una della parte datoriale. Ancora troppa opacità, troppi sprechi e poche competenze nel funzionamento dell’ente, che abbisogna anche di una forte iniezione di trasparenza, affidabilità e reputazione, fortemente indebolita dalle gestioni precedenti.

*articolo pubblicato su Investire di settembre

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