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"Matrimonio Ubi-Bpm? Forse, ma non è l'unica opzione"

Dopo il presidente della Fondazione Cr Cuneo, anche Giovanni Quaglia, numero uno della Fondazione Crt, resta cauto. E su Unicredit dice: "Mustier lavora bene, incontrerò il nuovo presidente Bisoni"

Giovanni Quaglia, numero uno della Fondazione Cassa di Risparmio Torino

Giovanni Quaglia, numero uno della Fondazione Cassa di Risparmio Torino

Sul parere di Morgan Stanley riguardo all'idea di una fusione tra Ubi e banco Bpm, dopo quella del presidente della Fondazione Cr Cuneo, arriva anche il commento di Giovanni Quaglia, numero uno della Fondazione Cassa di Risparmio Torino, altro azionista di Ubi (e componente, insieme a Giandomenico Genta e Armando Santis, del comitato di presidenza del nuovo Patto parasociale rappresentante il 16,7% circa del capitale dell’istituto di credito).

"Rispondo come ha detto Castagna: è un processo che richiede i suoi tempi, che non è facile, che però va nella logica di quello che vuole la Bce. Quello o altri. C'è un puzzle di possibili matrimoni, per adesso non sono neanche fidanzamenti", dice Quaglia. 

Il presidente della fondazione, intervistato dai giornalisti, si è espresso anche sul piano industriale di Unicredit, altro istituto di cui è azionista. "Mi pare che Mustier (l'ad della banca) stia lavorando bene. Vedrò presto il nuovo presidente, Bisoni, che la settimana prossima sarà a Torino. Sono momenti non facili per il sistema creditizio. Immaginare delle prospettive è anche abbastanza difficile'', ha osservato Giovanni Quaglia.

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