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Polizze e credito, svolta digitale tra opportunità e discriminazioni

Dal palco della Giornata del credito di Roma, De Polis (Ivass) e Perrazzelli (Bankitalia) mettono in guardia dagli effetti collaterali del settore tecnologico al servizio di compagnie assicurative e banche

Polizze, credito e digitale, tra opportunità e trappole discriminatorie

Una volta consumato l'entusiasmo del primo momento per la scoperta delle opportunità che il digitale offre alla finanza e ai suoi clienti, è arrivato il momento di interrogarsi su quali effetti possono avere sui cittadini i nuovi strumenti tecnologici.

Il tema lo pone il segretario generale dell'autorità di controllo delle compagnie assicurative (Ivass), Stefano De Polis (il primo in foto), che nel suo intervento alla cinquantunesima Giornata del credito di Roma ha detto: "L'ampia offerta digitale rischia di sopraffare la capacità del consumatore di scegliere, creando nel contempo situazioni di disorientamento e di cattura".

"L'illusione dell'autonomia e dell'autodeterminazione", continua De Polis, "che il web ingenera nei clienti  produce, paradossalmente, l'ampliarsi dei rischi di misselling, il proliferare di condizionamenti esterni e financo di inganni virtuali".

Per il sg di Ivass, "l'ampia offerta digitale rischia di sopraffare la capacità del consumatore di scegliere". La vice dg di Banca d'Italia parla invece di "effetti ambigui sull'accesso al credito delle fasce più vulnerabili della popolazione"

"È convinzione largamente diffusa", si continua a leggere su Adnkronos, "tra operatori e autorità che l'avvento della digitalizzazione non faccia venire meno l'importanza della relazione umana. Le due dimensioni devono ridefinirsi, integrandosi per massimizzare i vantaggi", aggiunge.

Dello stesso avviso è Alessandra Perrazzelli (la seconda in foto), vice direttrice generale della Banca d'Italia. "La digitalizzazione è in grado di
estendere l'accesso agli strumenti finanziari a soggetti che ne sono stati finora esclusi", ha detto durante l'appuntamento sul credito.

L'accesso di una nuova fetta di popolazione "è possibile grazie ai minori costi operativi e alla facilità di utilizzo permessa dalle app. D'altro canto, la migliore capacità di previsione dei default, può avere effetti ambigui sull'accesso al credito delle fasce più vulnerabili della popolazione".

Ambiguità dovute, ad esempio, "all'utilizzo di alcuni dati molto granulari, come l'etnia e le abitudini di consumo. Un recente studio americano", prosegue il dirigente di Bankitalia, "mostra che l'introduzione di algoritmi di apprendimento automatico si è tradotta in un aumento dei tassi di interessi praticati sui mutui alla clientela afroamericana e di origine latinoamericana, rispetto al resto della clientela".

"È importante raccogliere ulteriori evidenze in modo da poter disegnare un quadro di regole", conclude Perrazzelli, "sull'utilizzo dell'informazione che assicuri che la rivoluzione digitale aumenti e non riduca l'inclusione finanziaria".

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