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Fallimento Idb: non tutti i diamanti richiesti sono assegnati. Cosa succede?

L'esame dell'elenco diramato dalla curatrice fa emergere un'inattesa quanto sgradita sorpresa.

diamante blu

Emergono nuovi grattacapi per alcuni tra i clienti delle banche, Unicredit e BancoBpm in particolare, che hanno richiesto la rivendica delle pietre lasciate in custodia presso la fallita Intermarket Diamond Business Spa (Idb).
L'avvocato Anna D'Antuono dell'Aduc, nel verificare il primo elenco (inviato venerdi scorso) delle domande di restituzione ai sensi dell’articolo 87 bis della Legge Fallimentare fino a oggi esaminate e accolte (leggi in proposito articolo di Investire qui)
ha constatato casi in cui non viene disposta la restituzione dei diamanti, e non per motivi di procedura come ad esempio possono essere gli errori o le omissioni nelle istanze presentate. In uno dei casi seguiti, ad esempio, un cliente Unicredit ha domandato la restituzione di due pietre ma si vede ora autorizzare il ritiro per soltanto una delle due.

Cosa può essere accaduto? "A questo punto", secondo l'avvocato D'Antuono, "è di fondamentale importanza appurare se i diamanti mancano del tutto all'appello oppure si tratta di casi per i quali la curatrice non è riuscita ad abbinare con certezza la pietra al cliente che la reclama, procedendo a farlo in occasione dei prossimi elenchi (di quasi 20.000 istanze ne sono state ad oggi protocollate circa 13.000). Molto probabile si tratti della seconda opzione. Occorre infatti ricordare che dall'audit disposta dai commissari nominati dalla Procura di Milano risultò la presenza di tutti i diamanti nei caveaux della Idb. Inoltre, tutte le istanze esaminate finora hanno visto assegnati i corrispondenti diamanti, e non risultano mancanze."
"Parrebbe però", prosegue l'avvocato D'Antuono, "che in alcuni casi antecedenti il fallimento i diamanti siano stati inviati per la consegna al cliente, consegna che però non è andata a buon fine ma senza che i diamanti rientrassero alla Idb. Inoltre, i vari caveaux sono rimasti incustoditi per un certo periodo di tempo, prima che subentrasse un nuovo servizio di sorveglianza pagato dalle banche ".

Tuttavia non ci sono riscontri sul fatto che le pietre siano state indebitamente sottratte o sostituite. Del resto, la mancanza di una notevole quantità di diamanti sarebbe stata constatata dall'audit come anche denunciata dalla curatrice del Fallimento, l'avvocato Maria Grazia Giampieretti, e risulterebbe pertanto dalle carte della Procura, dove invece non se ne fa menzione. Sono da escludere quindi maxi-furti o eventi simili.
 
 
 

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