Giornata sull'educazione assicurativa

"In Italia conoscenze di finanza e insurance troppo basse"

Il direttore generale di Ania, Dario Focarelli, lancia un appello: "Lavoriamo sulla formazione finanziaria e assicurativa delle persone per migliorare le loro vite"

Dario Focarelli, direttore generale Ania

Dario Focarelli, direttore generale Ania

"Serve rafforzare il grado di conoscenza finanziaria e assicurativa delle persone. Se avranno più informazioni saranno in grado di fare scelte migliori per loro e per le loro famiglie". E' quanto ha detto, a margine della Giornata sull'educazione assicurativa il direttore generale dell'Ania (l'associazione del settore insurance italiano), Dario Focarelli. "Scelte migliori", si legge su Adnkronos, "portano anche un benessere che va a vantaggio dei mercati, a vantaggio dell'economia e della sostenibilità della crescita".

Un altro allarme sul preoccupante livello di analfabetismo finanziario e assicurativo è arrivato soltanto poche settimane fa da Fabio Panetta, dg di Bankitalia e presidente Ivass

In Italia, spiega ancora Focarelli, "il grado di conoscenza del mondo assicurativo è, come nel resto del mondo, più basso di quello già basso del mondo finanziario.

Ma sappiamo che a parità di titolo di studio, persone che conoscono meglio le assicurazioni hanno più fiducia nel mercato. Questo motiva lo sforzo del settore nell'avere persone sempre più consapevoli", conclude il direttore generale dell'Ania.

Un altro allarme sul preoccupante livello di analfabetismo finanziario e assicurativo è arrivato soltanto poche settimane fa da Fabio Panetta, direttore generale di Bankitalia e presidente dell'authority di vigilanza del settore, l'Ivass. "I dati provenienti da dall'Ocse sottolineano come l'Italia sia ancora arretrata in termini di competenze diffuse e di consapevolezza in campo finanziario", ha detto Panetta durante il convegno di settembre a Torino sul mercato assicurativo in Italia. 

Che manchi un livello adeguato di consapevolezza del concetto di rischio finanziario e assicurativo lo dimostrano anche i dati del recente studio di Zurich e SwF sulla diffusione delle polizze casa in Italia: nonostante il rischio sismico sia elevatissimo e diffuso su tutto il territorio, solo il 5% dei 10 milioni di polizze stipulate riguarda le residenze. 

Sia chiaro, la colpa non è soltanto dell'indifferenza dei cittadini verso queste tematiche. Il problema sembra risiedere anche all'interno delle stesse compagnie assicurative che non riescono ancora fare propri i nuovi strumenti che permettono di intercettare le esigenze delle nuove generazioni. Come rivela uno studio di Capgemini dello scorso marzo sulla digital trasformation di banche e assicurazioni, solo il 25% delle compagnie ritiene che i propri manager stiano adottando le strategie necessarie per il passaggio al digitale dei processi di lavoro. 

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