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Libra perde pezzi, via anche eBay, Visa e Master Card e Stripe

Il progetto di moneta digitale del fondatore di Facebook non convince i big del settore finanziario. Restano i partner tecnologici. Oggi il primo incontro a Ginevra di Libra Association

Libra perde pezzi, via anche eBay, Visa e Master Card e Stripe

Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook e di Libra Assciation

Il progetto Libra continua a perdere pezzi tra i partner finanziari. Mentre Vodafone resta convinta della bontà di moneta digitale firmata da Mark Zuckerberg, sembrano defilarsi Visa, Mastercadr, eBay e Stripe

Il presidente di Consob, Paolo Savona, si è dichiarato a favore dell'inserimento di Libra nel monopolio pubblico

Nei giorni scorsi il progressivo defilarsi dei big finanziari dal progetto monetario è stato al centro di un video-commento del direttore di Economy e Investire, Sergio Luciano.

Oggi ne scrive anche il Sole 24 Ore di domenica, ricordando che oggi a Ginevra si terrà la prima assemblea di Libra Association per la nomina del board.

La riunione servirà anche per contare gli aderenti al progetto che, per il momento, può contare su solide partnership tecnologiche per rendere concreto il pagamento digitale anche oltre i 2,5 miliardi di utenti di Facebook: Uber, Spotify, Lift, Iliad e Vodafone.  

Il progetto di valuta digitale è sotto osservazione di vari paesi. In primis in Svizzera, come l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (la omologa elvetica di Consob) ha annunciato che la libra dovrà essere sottoposta a varie fasi autorizzative, in quanto sistema di pagamento ma con caratteristiche bancarie. 

In Francia, la Banque de France ha creato una task force per esaminare la Libra e le altre criptovalute in relazione alle esigenze antiriciclaggio e alla tutela dei consumatori. Anche dall'Italia è arrivato qualche segnale (anche se ancora nulla di concreto) con il presidente di Consob, Paolo Savona, che si è dichiarato favorevole all'inserimento di Libra nel monopolio pubblico "come accaduto per la moneta di base". Ad aprile l'autorità di vigilanza italiana organizzò un incontro pubblico, all'università Bocconi di Milano, proprio sulle Ico (Initial Coin Offerings) in prospettiva di una normativa dedicata. 

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