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Ubi, Lucchini: "Un aumento di capitale? Perché no?"

Il presidente del cda si dice disponibile a partecipare a un aumento di capitale finalizzato a operazioni straordinarie. L'istituto di credito è al centro di un dibattito su possibili fusioni

Ubi, Lucchini: "Un aumento di capitale? Perché no?"

Il presidente del cda di Ubi Banca, Giuseppe Lucchini, si dice disponibile a partecipare a un aumento di capitale dell'istituto di credito finalizzato a operazioni straordinarie. Il patron di Sinpar e socio della banca lo ha dichiarato ieri a margine dell'assemblea di Federacciai di Milano. "Sicuramente sì, se è una cosa positiva perché no?", ha detto su un eventuale aumento. Secondo l'inserto economico del Corriere della Sera di ieri l'operazione avrebbe un valore compreso tra i 2,47 e i 3,61 miliardi di euro. 

Ubi è attualmente al centro di voci su possibili fusioni. Due settimane fa Morgan Stanley si era espressa positivamente su una ipotetica accorpamento con Banco Bpm da cui deriverebbe un taglio delle spese del 30% a patto che si realizzi un aumento di capitare di almeno 2 miliardi di euro.

Una suggestione - che piace anche al ceo di Bpm, Giuseppe Castagna - a cui hanno risposto Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Cr Cuneo, e il presidente della Fondazione Cr Cuneo, Giovanni Quaglia, due dei componenti del nuovo Patto parasociale rappresentante il 16,7% circa del capitale dell’istituto di credito. Entrambi non escludono l'ipotesi di un matrimonio con Bpm ma aggiungono che questa non è l'unica opzione possibile. Sotto esame ci sono anche Bper e Mps

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