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"Interessi negativi sui conti? Non sarebbe un invito a investire"

Il presidente di Intesa Sanpaolo, Gros-Pietro, dissente dal collega di Unicredit, Mustier, che da presidente dell'Ebf ha annunciato il ricarico degli interessi negativi sui conti da 100mila euro in su

Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo

Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo

"Gli interessi negativi trasferiti sui conti correnti difficilmente possono indurre i titolari dei conti a investire, perché si investe quando ci sono prospettive di reddito. La soluzione è nella politica di governo". Lo ha detto il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, oggi a margine dell'evento "PresentiInclusi. Workshop di inclusione sociale e contro la dispersione scolastica" a Milano.

Sui grandi depositi il nostro obiettivo è offrire a questi risparmiatori delle opportunità di investimento (Gian Maria Gros-Pietro, Intesa Sanpaolo)

"Io credo", ha aggiunto, "che possiamo fare due cose: sui piccoli depositi noi di Intesa San Paolo non pensiamo di applicare degli interessi negativi; sui grandi depositi il nostro obiettivo è offrire a questi risparmiatori delle opportunità di investimento che siano apprezzabili e questo lo si fa non rimanendo esclusivamente limitati al campo strettamente finanziario".

"Noi operiamo per una serie di attività nelle start up, nell'innovazione, nei fondi destinati a questi tipi di crescite sia in campo industriale sia nei servizi e queste sono opportunità di investimento che possono interessare quei risparmiatori che hanno disponibilità importanti", ha aggiunto Gros-Pietro.

Si apre, così, un fronte interno ai banchieri italiani sul tema degli interessi negativi. Il tre aprile scorso l'ad di Unicredit, Jean Pierre Mustier (in foto), parlava in qualità di presidente dell'Ebf (l'Abi delle banche europee) annunciando un progressivo ricarico del costo proveniente dai tassi negativi sui conti al disopra dei 100mila euro. 

"Quello che oggi è un grande tema per il sistema bancario è il livello dei tassi", è sembrato fargli eco l'amministratore delegato di Bper Banca, Alessandro Vandelli. che il girono stesso commentava ai giornalisti: "Pensate che in alcune situazioni depositando fondi in Bce noi dovremmo pagare lo 0,50%. La gestione degli aggregati finanziari con questi livelli contenuti di tassi è molto complicato".

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