il caso

Astaldi, l'ombra del conflitto d'interessi sul piano di concordato

L'Aduc solleva l'ipotesi di incompatibilità dell'autore del documento, Corrado Gatti, consulente della società e allo stesso tempo cda di Intesa Sanpaolo, tra le principali banche creditrici di Astaldi

Astaldi, l'ombra del conflitto d'interessi sul piano di concordato

Un evento cui si stenta a credere pone a rischio il piano di concordato per il gruppo Astaldi, con conseguenze enormi. L'avvocato Anna D'Antuono, responsabile dell'associazione di consumatori Aduc, ha scoperto che l'attestazione del piano di concordato, che la Legge Fallimentare prevede sia redatta da un soggetto indipendente, è stata invece firmata da Corrado Gatti che siede nel consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo, tra le principali banche creditrici di Astaldi.


Secondo l'Aduc, Corrado Gatti sarebbe in una posizione di incompatibilità essendo cda Intesa. "Il piano è stato definito proprio con le banche soltanto negli ultimi mesi", dice D'Antuono

Ciò è in aperto contrasto con la definizione di indipendenza laddove prevede che “Il professionista è indipendente quando non è legato all'impresa e a coloro che hanno interesse all'operazione di risanamento da rapporti di natura personale o professionale tali da comprometterne l’indipendenza di giudizio”.

Conseguenza è l'inammissibilità della proposta di concordato, come disposto dall'articolo 162 della Legge Fallimentare. Anche la Cassazione Civile, sez. VI-1, nell'Ordinanza 19/04/2017 n. 9927 ha sancito il principio secondo cui la Proposta di Concordato è inammissibile se l'attestatore non è indipendente.

Il soggetto indipendente deve essere terzo rispetto ai creditori, oltre che al consulente che redige il piano e a coloro che in ultima analisi potrebbero beneficiare dell’attestazione del piano. La Suprema Corte usa parole chiarissime in merito:

"A tale proposito l'art. 67, comma 3, lett. d), L.F. prescrive che il professionista attestatore deve possedere il requisito di indipendenza che può dirsi soddisfatto quando il medesimo non è legato all'impresa e a coloro che hanno interesse all'operazione da natura personale o professionale tali da comprometterne l’autonomia di giudizio".

"La Cassazione non nega che alla luce di quanto disposto dalla legge fallimentare la nomina dell’attestatore è effettuata dal proponente il concordato preventivo che sceglie tale figura in considerazione dell’intuitu personae, così come peraltro eccepito dalla ricorrente. Ciò nondimeno il professionista nominato non può essere considerato come un consulente o collaboratore del proponente proprio in ragione degli stringenti requisiti di indipendenza previsti dalla normativa fallimentare".

"La Cassazione ritiene pertanto la violazione del requisito dell’indipendenza dell’attestatore va considerato come un vizio radicale perché non consente al professionista né di svolgere la propria funzione in maniera adeguata, né di apparire come una figura di garanzia nell’interesse sia del proponente sia dei creditori".

leggi anche | Astaldi censisce gli obbligazionisti, concordato a rischio

La tesi difensiva vorrebbe Corrado Gatti già consulente di Astaldi incaricato nell'ottobre 2018, mentre la nomina nel cda di Intesa è dello scorso aprile. Non ci sarebbe quindi conflitto di interessi.

"Vedremo come interpreteranno il tutto i giudici", commenta D'Antuono, "specie tenendo conto che i dettagli del piano di concordato sono stati definiti proprio con le banche soltanto negli ultimi mesi. Ad esempio, una proroga di sessanta giorni è stata richiesta ed ottenuta a maggio, con Corrado Gatti pienamente in carica presso Intesa Sanpaolo".

L'eventuale Amministrazione Straordinaria di Astaldi metterebbe a rischio il “Progetto Italia” tramite cui Salini - Impregilo diventerebbe padrona del settore col fondamentale, e sostanzioso, apporto economico della Cassa Depositi e Prestiti.

A guadagnarci sarebbero gli obbligazionisti, ai quali invece il concordato Astaldi propone di assegnare azioni e strumenti finanziari partecipativi di valore esiguo rispetto al nominale dei bond posseduti, così come risulta dal piano asseverato dall’attestatore non indipendente. Per contro, l'amministrazione straordinaria valorizzerebbe in maniera a loro molto più favorevole gli attivi del gruppo.

"L'Aduc, che rappresenta bondholders per un totale di quaranta milioni nominali", conclude la responsabile dell'associazione dei consumatori, "sottoporrà il tutto all'attenzione del rappresentante degli obbligazionisti nominato dal Tribunale di Roma, Tiziano Onesti, oltre che alla Consob, per le loro opportune determinazioni".

leggi anche | Astaldi, il giallo dell'ex presidente del comitato bondholders

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo