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Survey Vanguard: Italia e Uk regine degli Etf obbligazionari

Nel primo semestre del 2019 gli exchange traded fund sui bond hanno raccolto oltre 30 miliardi di dollari. Il 74% degli intervistati ha dichiarato di investire in questi strumenti

Survey Vanguard: Italia e Uk regine degli Etf obbligazionari

Gli ETF obbligazionari in Europa hanno raggiunto, a fine giugno, quota 901 miliardi di masse gestite; più del doppio rispetto alla fine del 2013. Questo è uno dei dati contenuti nel Vanguard ETF Buyers Survey, un’indagine condotta da Vanguard ascoltando 400 investitori professionali europei. 

Con un'unica operazione, un investitore può aggiungere migliaia di obbligazioni al proprio portafoglio a costi contenuti (Simone Rosti, head of Vanguard Italia)

Nel primo semestre del 2019, gli exchange traded fund dedicati ai bond hanno fatto registrare una raccolta netta superiore ai 30 miliardi di dollari, un valore molto al disopra dei 20 miliardi raccolti nel 2018.

Dal sondaggio condotto dalla casa di investimento statunitense emerge che il 51% dei 400 investitori professionali interpellati investe in questi fondi. I Paesi in cui gli ETF obbligazionari sono più diffusi sono Regno Unito e Italia.

Nel Regno Unito, infatti, il 74% degli investitori professionali ha dichiarato di utilizzare gli ETF obbligazionari, mentre in Italia la percentuale si è attestata al 64%. Più indietro Svizzera (41%) e Germania (33%).

Il sondaggio di Vanguard ha analizzato anche il modo in cui gli investitori professionali utilizzano gli ETF obbligazionari. In particolare, il 72% degli intervistati ha dichiarato di investire in questi strumenti in una logica buy and hold, mentre il 60% li utilizza per adeguamenti tattici.

Il 40% ha invece dichiarato di ricorrere agli ETF obbligazionari per completare il portafoglio. Si tratta di percentuali più alte rispetto a quelle che si riferiscono al modo in cui gli investitori professionali utilizzano gli ETF azionari.

“Gli ETF obbligazionari", spiega Simone Rosti, responsabile per l’Italia di Vanguard, "semplificano l'accesso e la gestione di portafoglio offrendo liquidità su un’asset class tradizionalmente meno liquida dell’azionario e, allo stesso tempo, i vantaggi dell'investimento collettivo in un settore in cui la trasparenza delle commissioni e la crescente pressione sui margini sono oggetto di crescente attenzione".

"Con un'unica operazione, un investitore può aggiungere migliaia di obbligazioni al proprio portafoglio a costi contenuti. Pochi investitori - anche i gestori professionali - possono ottenere un'esposizione così ampia e ben diversificata in modo così economico come un ETF", conclude Rosti. "La netta preferenza dell’investitore italiano per il fixed income è nota, anche se dopo anni di bassi rendimenti è in atto uno spostamento verso l’equity. L’Italia è già leader del mercato europeo in termini di ETF fixed income e questo trend è destinato non solo a continuare, ma ad aumentare”.

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