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Bnl-Bnp Paribas, rivoluzione nel private e nel wealth

Il gruppo presenta la nuova divisione affidata a Elena Goitini dedicata al wealth management e al private banking. Obiettivo: intercettare nuovi clienti e consolidare il rapporto con gli attuali

Elena Goitini, nuovo capo della divisione wealth management e private banking Bnl-Bnp Paribas

Elena Goitini, nuovo capo della divisione wealth management e private banking Bnl-Bnp Paribas

Bnl-Bnp Paribas si riorganizza in Italia e punta su private banking e wealth management creando una divisione dedicata che verrà guidata dal manager ex Unicredit, Elena Goitini succeduta a Giampietro Giuffrida. La nuova strategia è stata presentata ieri a Milano dalla co-ceo wealth management del gruppo, Sofia Merlo e la stessa Goitini. 

L'obiettivo della nuova divisione è scalare la classifica italiana dei gruppi per asset gestiti che attualmente vede Bnl-Bnp Paribas al quinto posto, con 32,7 miliardi di euro di aum e il 3,5% di quota di mercato

La tabella di marcia di Goitini è ambiziosa. Il gruppo vuole un incremento del numero di clienti. L'entità dell'attuale portafoglio italiano non è stata comunicata ("preferiamo ragionare in termini di aum piuttosto che per numero di clienti", ha risposto Goitini ai giornalisti), ma l'obiettivo è chiaro: scalare la classifica italiana dei gruppi per asset gestiti che attualmente vede Bnl-Bnp Paribas al quinto posto, con 32,7 miliardi di euro di aum e il 3,5% di quota di mercato.

I nostri asset italiani sono aumentati del 60% tra il 2012 ed il 2019; adesso vogliamo accelerare la
crescita nel wealth management e nel private banking in tutte le regioni e in particolare nel Nord Italia, dove c'è una maggiore concentrazione in termini di clienti private e corporate", ha spiegato Goitini.

La scelta della sede della nuova divisione conferma le intenzioni. Bnp Paribas si sposta da Roma a Milano per avvicinarsi all'area di riferimento della nuova strategia, quella del Nord Italia. 

Il gruppo è presente in tutto il globo (Asia, Usa e Europa) e conta su 380 miliardi di euro di asset in gestione con una rete di 7mila professionisti. 

Implementazione dell'offerta specializzata, sviluppo di value proposition differenziate in base al profilo del singolo cliente e digitalizzazione dei processi di investimento. Queste sono le quattro direttrici della nuova divisione che ha come target i grandi patrimoni e le nuove generazioni da avvicinare ai servizi del risparmio gestito e del private banking attraverso i temi che oggi si impongono nel dibattito e che definiranno il futuro dell'industria finanziaria (e non solo).

L'esempio principe, fatto da Goitini, è quello della sostenibilità ambientale, sociale e di governance a cui il gruppo dedicherà strategie di investimento. Un maggiore sforzo verrà fatto anche sul fronte del private equity per rispondere anche alle esigenze del mondo corporate.  

Una sfida non da poco, quella del dialogo con la generazione Millennial, stando a recenti dati relativi alla loro sensibilità sul tema della sostenibilità applicata al wealth management. 

Gli strumenti offerti oggi dal settore fintech aiuteranno a analizzare e raggiungere nuovi risparmiatori di alto profilo e le nuove generazioni, insieme a nuove risorse umane grazie a una campagna di recruiting orientata verso la ricerca di banker di lunga esperienza nella gestione di clienti private. Gli ingaggi riguarderanno 30 wealth manager, 160 private banker, insieme a una decina di fiscalisti

Complessivamente il gruppo ha aperto quattro centri dedicati al wealth management tra la Capitale e il centro meneghino. Di questi due sono dedicati ai grandi patrimoni (clienti con conti tra i 5 e i 25 milioni di euro) e impiegano 23 professionisti; altri due parlano invece ai key clients (con attivi finanziari superiori ai 25 milioni)con una squadra di di 140 private banker.

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