banche & credito

Credit Suisse dice sì ai tassi negativi a carico dei conti milionari

Dopo Ubs e Unicredit anche l'istituto elvetico ha deciso di introdurre i costi aggiuntivi per una parte della sua clientela. Si partirà dal 15 novembre per le imprese, e da gennaio per i privati

Giorgio Vio, ceo Credit Suisse Italia

Giorgio Vio, ceo Credit Suisse Italia

Credit Suisse introdurrà tassi negativi dello 0,75% sui conti di persone fisiche e giuridiche che dispongono di liquidità pari o superiori a 2 milioni di franchi. Per le imprese, si legge su Adnkronos, la decisione dell'istituto di credito avrà effetto già dal 15 novembre, mentre per i clienti privati le nuove regole varranno dal primo gennaio 2020. Inoltre, per le aziende con liquidità pari o superiori a 10 milioni di franchi, il numero due bancario elvetico introdurrà tassi negativi dello 0,85%.

Al pari della connazionale Ubs, che ha preso una decisione analoga con effetto dal primo novembre, e altre realtà creditizie come la danese Spar Nord, Credit Suisse non intende ripercuotere i tassi negativi sui piccoli risparmiatori.

Come noto, le condizioni sui mercati monetari e dei capitali sono sempre più difficili.

I tassi di interesse sono più bassi del previsto e ancora negativi e il periodo di allentamento monetario sembra proseguire. Credit Suisse, al pari di altre banche, deve pagare un tasso per gli averi che deposita presso la Banca nazionale svizzera. Gli averi a vista sono tassati nella misura dello 0,75% da parte dell'istituto di emissione monetaria.

Il dibattito è esploso all'indomani del varo della deposit facility, misura con cui lo scorso settembre la Bce ha stabilito il passaggio dal tasso del -0,10% stabilito nel 2014 al -0,5%

La posizione tra gli istituti di credito non è univoca e sul tema si è sviluppato un confronto a distanza tra banchieri, avviato dalla decisione dell'ad UnicreditJean Pierre Mustier, di inserire i costi aggiuntivi a partire dal prossimo anno. Una scelta annunciata un paio di settimane fa a margine di una riunione associazione dei banchieri europei, la Fbe, di cui Mustier è presidente. 

Le reazioni non si sono fatte attendere. Tre giorni fa il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro (in foto), ha escluso un provvedimento del genere ("non sarebbe di certo un incentivo per i nostri clienti a investire").

Stesso discorso per Mps che con la sua presidente di cda Stefania Bariatti (vicepresidente del comitato esecutivo Abi) ha chiarito che non seguirà la linea sposata da Unicredit e (da oggi) Credit Suisse. 

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