il caso

Astaldi censisce gli obbligazionisti, concordato a rischio

Il Tribunale Fallimentare di Roma non era stato avvertito della presenza dell'autore del concordato, Corrado Gatti, nel cda di Intesa Sanpaolo, tra le banche creditrici del gruppo interessate dall'accordo

Astaldi censisce gli obbligazionisti, Gatti al centro delle polemiche

Astaldi ha avviato una verifica dell’identità dei portatori dei due prestiti obbligazionari, Equity-Linked Notes 2024 4,875% e Senior Notes 2020 7,125%, per poter meglio comunicare con loro in vista delle relative assemblee che saranno convocate per votare sulla proposta di concordato, poi sottoposta nel corso dell'assemblea generale dei creditori, convocata il prossimo 6 febbraio.

In una lettera, Intesa  parla della propria partecipazione all’aumento di capitale nell’operazione Progetto Italia di Salini, in cui si prevede anche l'acquisizione di Astaldi. Sull'aumento di capitale si dovrà esprimere il cda della banca, di cui fa parte proprio Gatti, l'autore del concordato preventivo del gruppo di costruzioni

Modulo ed istruzioni sono disponibili sul sito (1 - 2). Data e ora di riferimento sono le 17:00 del 15 ottobre.
Il modulo completato e firmato deve essere inviato entro le ore 17:00 del 29 ottobre. 

Lo si può fare in tre modi: via e-mail all'indirizzo astaldi.bonds@investor.morrowsodali.com;
via fax al numero (+39) 06 485747; e 
tramite le banche depositarie, che poi useranno Euroclear o Clearstream per trasmetterlo.

Come in occasione dell'analoga iniziativa dello scorso giugno, indicare i propri dati alla Astaldi non è obbligatorio. Si può anche non farlo senza perdere alcun diritto in merito al concordato. L'iniziativa di Astaldi è a favore di Astaldi e non degli obbligazionisti.

Astaldi ha bisogno del voto favorevole in assemblea e quindi, in possesso dei loro indirizzi e-mail e numeri telefonici, cercherà di spiegare ai bondholders quanto è bello il concordato e come sia conveniente votare a favore di una proposta che li penalizza in una maniera all'inizio inimmaginabile.

Un compito assai arduo, e che ora diviene quasi impossibile dopo l'articolo di InvestireMag sulla presunta incompatibilità di Corrado Gatti, allo stesso tempo autore del piano di concordato e consigliere di amministrazione di Intesa Sanpaolo, banca creditrice di Astaldi e impegnata nella realizzazione di Progetto Italia di Salini-Impregilo che prevede anche l'acquisizione di Astaldi. 

L'incarico di Gatti nel cda di Intesa Sanpaolo è iniziato lo scorso 30 aprile, le attestazioni del piano di concordato da lui firmate sono state depositate il successivo 19 giugno, per essere integrate poi il 16 luglio e definite il 5 agosto. Non solo: il 15 luglio, Intesa ha rilasciato una comfort letter in cui esplicitamente si parla della partecipazione all’aumento di capitale riservato alla banca nell’operazione Salini (Progetto Italia) da sottoporre all'approvazione dei propri organi deliberanti (ossia il cda) dove siede Corrado Gatti entro il 31 luglio.
Chissà, forse durante le varie discussioni e le successive votazioni sulla proposta di Astaldi, Gatti si sarà astenuto oppure avrà lasciato la stanza.

La notizia non è passata inosservata nella Sezione Fallimentare del Tibunale di Roma, dove non sarebbero stati affatto graditi non solo l'aver dovuto apprendere il tutto da notizie di stampa e non dai diretti interessati, ma anche (e soprattutto) la sostanza, poiché la vicenda mette a serio repentaglio l'esito positivo del concordato con i creditori del gruppo.

Da notare anche i risvolti penali della situazione.
Nella relazione del 19 giugno 2019, pag, 12, Corrado Gatti ha tra l'altro dichiarato di:
- non trovarsi in alcuna delle situazioni di conflitto di interessi esplicitate dall’art. 67, comma 3, lett. d), L.F., nei confronti di Astaldi, dei suoi soci e di coloro i quali possano avere interesse nell’operazione, tali da comprometterne l’indipendenza di giudizio;
- non essere in alcun modo in conflitto d’interessi nell’espletare l’incarico.

 L'art. 236-bis della Legge Fallimentare, infatti, che disciplina il “Falso in attestazioni e relazioni”, prevede che:
“Il professionista che nelle relazioni o attestazioni di cui agli articoli 67, terzo comma, lettera d), 161, terzo comma, 182-bis, 182-quinquies, 182-septies e 186-bis espone informazioni false ovvero omette di riferire informazioni rilevanti, è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro.
Se il fatto è commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri, la pena è aumentata.
Se dal fatto consegue un danno per i creditori la pena è aumentata fino alla metà”.

La partita è appena iniziata, e promette di essere molto combattuta per gli obbligazionisti, ma anche tanto complicata per chi ha affrontato il piano di concordato con troppa sufficienza.

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Commenti all'articolo

  • Il debole risparmiatore

    26 Ottobre 2019 - 11:11

    pessima premessa per la rimessa in carreggiata della Astaldi, il conflitto di interessi emerso dimostra per l'ennesima volta che in Italia i risparmiatori sono solo da spremere e schiacciare perchè tutelati da NESSUNO mentre le banche voracemente fanno pesare i loro spudorati interessi. Vergogna vergogna vergogna !

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