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Futuro: gli italiani puntano su risparmio e polizze, meno sulle banche

La ricerca si basa su 26.000 interviste a persone provenienti da 26 paesi e 3 continenti. Ne emerge che gli italiani sono i meno ottimisti senza rinunciare a fare progetti per il futuro

Italiani, popolo di viaggiatori e di insoddisfatti

Dall'ultima ricerca svolta da Bnp Paribas Cardif e Ipsos, su 26.000 persone, in 26 paesi e 3 continenti (Europa, America Latina e Asia) emerge che gli italiani sono meno soddisfatti e meno ottimisti rispetto al resto del mondo

L'indagine di Bnp Paribus Cardif (in foto, Isabella Fumagalli) e Ipsos rivela che nel Paese c’è la convinzione di avere abbastanza soldi per finanziare i propri sogni nel giro di qualche anno (56%), mentre il 52% vuole farlo iniziando a risparmiare

In Italia c’è insoddisfazione ma c’è anche una voglia di rivalsa. Non si smette, infatti, di fare progetti futuri ed entro il 2025 vorrebbero, ad esempio, viaggiare alla scoperta del mondo (l’82%), acquistare un’auto e avere una casa accogliente, dedicandosi al fai-da-te (il 75%) o facendo eseguire dei lavori (il 71%). 

Progetti che si vuole realizzare puntando soprattutto sul risparmio e compagnie assicurative, che sorpassano banche, broker e agenti indipendenti.

Forte, molto più che altrove, anche la volontà di avviare una nuova attività imprenditoriale (41%) se si pensa che in Germania solo il 19% ha intenzione di portare avanti un’iniziativa di questo tipo.

Nel Paese c’è la convinzione di avere abbastanza soldi per finanziare i propri sogni nel giro di qualche anno (56%), mentre il 52% vuole farlo iniziando a risparmiare. Al terzo posto una piacevole conferma: accendere una polizza assicurativa è ritenuto un passo fondamentale per il 22% degli italiani, molto più che accedere ad un prestito bancario (14%), ricevere un’eredità/donazione (20%) o ricevere aiuto economico da amici e parenti (20%).

Segno che per molti italiani realizzare i propri progetti di vita significhi ancor prima proteggere la famiglia e il patrimonio. Quando i progetti hanno un impatto economico elevato - l’acquisto della casa, ad esempio - gli italiani confermano la propensione al prestito, con il 68% che sostiene di averne già uno. Solo un italiano su cinque dichiara, infine, di incontrare difficoltà nel pagare le rate del credito concesso.

In un mondo che cambia, caratterizzato da iper-digitalizzazione e globalizzazione, per costruire l’assicurazione del futuro è fondamentale analizzare i cambiamenti nel comportamento e nelle aspettative delle persone, la loro necessità di protezione rispetto ai progetti di vita, i mezzi necessari per realizzarle e come il partner assicurativo possa facilitare questo percorso al loro fianco.

Solo il 26% crede che il proprio potere d’acquisto sia accettabile, e al contempo la crescita economica soddisfa meno di un italiano su tre (28%)

Il vero tallone d’Achille è la sfera economica. Dal potere d’acquisto alla lenta crescita economica sino al lavoro, sono tante le ragioni dello scetticismo dilagante nel Bel Paese.

Solo il 26% crede che il proprio potere d’acquisto sia accettabile, e al contempo la crescita economica soddisfa meno di un italiano su tre (28%). Una situazione che migliora leggermente in altre sfere, come quella lavorativa, con il 45% soddisfatto del proprio lavoro attuale. La casa, da sempre al centro dei pensieri degli italiani, è invece l’ambito in cui il Bel Paese sembra essere più sicuro (61%).

Salute e lavoro. Si possono riassumere in due parole le grandi preoccupazioni degli italiani. Nel primo ambito, il 70% teme, in generale, di perdere la propria indipendenza, con il 69% che teme una malattia grave e il 67% una malattia cronica. Nel secondo, è grande la paura di subire perdite finanziarie o una forte riduzione delle entrate (72%), seguita dalla perdita del lavoro (60%). A far paura agli italiani sono poi i disastri naturali, temuti dal 50%.

Da queste preoccupazioni scaturisce, poi, anche un senso di mancanza di protezione. Solo il 5% degli italiani si definisce, infatti, molto ben protetto. Sono ancora bassi i tassi di copertura assicurativa anche verso rischi “base”: Il 38% degli intervistati afferma di non avere alcuna polizza assicurativa se non quelle obbligatorie.

Più nel dettaglio, il 30% delle famiglie ha almeno un’assicurazione sulla vita attiva e il 15% ha una polizza per proteggersi in caso di disabilità. I motivi? Tra i più gettonati spiccano i prezzi delle polizze, giudicati troppo alti (46%), seguiti dalla reputazione negativa delle compagnie assicurative (26%).

Il 30% delle famiglie ha almeno un’assicurazione sulla vita attiva e il 15% ha una polizza per proteggersi in caso di disabilità. I motivi? I prezzi delle polizze, giudicati troppo alti, seguiti dalla reputazione negativa delle compagnie assicurative

Ma quando si tratta di accendere una nuova polizza gli italiani fanno affidamento proprio sulle compagnie assicurative, al primo posto per fiducia con il 61%, rispetto a banche (28%), a broker e agenti indipendenti (27%).

È il consulente assicurativo (51%), invece, la fonte di informazioni primaria per gli italiani, che preferiscono il contatto umano piuttosto che affidarsi ai siti di confronto delle polizze (35%) e all’opinione di famigliari, amici e colleghi (26%).

Nonostante si rilevi qualche incertezza nel concretizzare l’accensione di nuove polizze, più della metà degli italiani (55%) vorrebbe assicurarsi nei prossimi anni contro i rischi maggiormente percepiti. Per proteggersi da malattie gravi, innanzitutto, opzione indicata dal 33% degli intervistati, seguita da disabilità totale permanente (30%), da perdite finanziarie/riduzione delle entrate (29%) e dalla perdita del lavoro (29%).

In generale, gli italiani ritengono essenziali le polizze che permettono di prendersi cura dei propri cari. Ad esempio, circa un italiano su due giudica fondamentale un’assicurazione che includa pagamenti mensili nell’evenienza di dover lasciare il lavoro per potersi dedicare ad un parente malato (47%) o per prendersi cura dei parenti anziani (45%).

Gli italiani vorrebbero polizze flessibili, rimborsabili quando non utilizzate (35%), personalizzabili (29%) e attivabili all’occorrenza (25%); semplici, con un linguaggio chiaro e comprensibile (33%); accessibili, aperte a tutti (29%). In cambio di polizze “su misura” quasi 2 intervistati su 3 (risultato tra i più alti in Europa) si dicono disposti a condividere i propri dati sulla salute (68%), sulla situazione famigliare (67%), personali (68%) e finanziari (54%).

Le preoccupazioni più diffuse a livello globale riguardano la sfera economica (soprattutto lavoro e pensioni), sociale (come ad esempio la cura degli anziani e il livello di protezione sociale percepito) e la salute

“Come settore siamo, quindi, chiamati a promuovere una trasformazione culturale che sensibilizzi le persone sui rischi e sulla prevenzione e, contestualmente, dobbiamo costruire prodotti accessibili, sostenibili, modulari e personalizzati. In Bnp Paribas Cardif", spiega l'head of territory for insurancedice, Isabella Fumagalli, "abbiamo raccolto la sfida lavorando quotidianamente su tre fronti principali: ingaggiare le nostre persone; migliorare la gestione e la qualità dei dati; stimolare la costituzione di ecosistemi che possano favorire la contaminazione tra settori, aziende e realtà diverse, come abbiamo già fatto nella salute".

La ricerca ha sondato le opinioni di 26.000 persone in 26 paesi e 3 continenti (Europa, America Latina e Asia) e fatto emergere risultati significativi. Le preoccupazioni più diffuse a livello globale riguardano la sfera economica (soprattutto lavoro e pensioni), sociale (come ad esempio la cura degli anziani e il livello di protezione sociale percepito) e la salute.

Ma nonostante ciò, le aspettative per il futuro rimangono, nella maggior parte dei casi, positive. L’ottimismo è una prerogativa tipica dei nuovi colossi dell’economia mondiale: il 96% della popolazione di Cina e India, si dice convinto di avere un avvenire positivo davanti.

Danesi (88%), olandesi (86%) e tedeschi (81%), invece, gli europei più ottimisti. Interessanti anche i dati sul ruolo delle assicurazioni nel mondo. A sentirsi maggiormente protetti sono gli asiatici (72%) più degli europei (64%), con gli olandesi che fanno registrare il maggior grado di protezione percepita (85%) e i portoghesi quella minore (50%). Portoghesi che, però, si mostrano particolarmente inclini (primi in Europa) a proteggere famiglia e patrimonio con polizze per realizzare i propri progetti (38%).

Nel mondo, a desiderare più protezione, specialmente contro malattie gravi (49%) e la perdita del lavoro (47%) sono, invece, i latinoamericani. L’assicurazione sulla vita è particolarmente diffusa nei paesi asiatici, dove copre ben il 62% delle famiglie. In questo specifico ambito, nel Vecchio Continente il primo paese è la Polonia (55%). La caratteristica più ricercata al mondo? È’ la rimborsabilità (39%), seguita dalla personalizzazione (36%) e della semplicità (34%). Trend valido anche per l’Europa, dove rimborsabilità e personalizzazione (entrambe al 38%) sono ritenute essenziali per una polizza ideale.

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