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Nasce AssoAim, la vita del listino continua nonostante Bio-On

Presentata la nuova associazione di categoria del mercato sulle piccole e medie imprese. Clima surreale in conferenza stampa; pesa lo scandalo che ha coinvolto l'azienda emiliana, star del listino (valeva un quinto)

Nasce AssoAim, la vita del listino continua nonostante Bio-On

La conferenza stampa di stamattina a Milano su AssoAim

Con 131 società quotate – pari al 33% del mercato borsistico -, 12 Opa, 69 milioni di euro di dividendi distribuiti e un totale di 47 milioni di euro di ricavi, Aim Italia ha da oggi una rappresentanza istituzionale. Si tratta di AssoAim, associazione presentata oggi a Milano dai suoi tre promotori, Giovanni Natali (4AIM Sicaf), Vincenzo Polidoro (First Capital) e Marco Fumagalli (Capital For Progress SI).

I sistemi di governance devono essere calibrati in base alle dimensioni dei mercati a cui si riferiscono. Il nuovo cda affronterà il tema della trasparenza con gli investitori (Vincenzo Polidoro, ad First Capital)

Una conferenza stampa che si è svolta in una stanza gremita di addetti ai lavori e giornalisti e in un clima surreale su cui pesava lo scandalo Bio-On, (nonostante l'assenza iniziale di riferimenti): l’azienda emiliana di produzione di bio plastica al centro di una vicenda giudiziaria scoppiata in questi giorni dopo l’esposto estivo del fondo Quintessential capital management pubblicato in Italia da Il Fatto Quotidiano.

Alla base dell’inchiesta, bilanci non veritieri e dubbi sulla produzione dei composti plastici biologici; elementi che hanno fatto precipitare il valore delle azioni dell’azienda, passate da 1,3 miliardi ai 200 milioni circa attuali. 

La perdita dell’80% della capitalizzazione, la notizia degli arresti dei vertici aziendali e dei sequestri di ingenti somme di denaro da parte della procura di Bologna hanno spinto Borsa Italiana a sospendere il titolo “a tempo indeterminato dalle negoziazioni”.  

C’è chi, come il Sole 24 Ore, sottolineava come la vittima principale di questa vicenda fosse la clientela retail più di Julius BaerBlackrockGenerali e Norges Bank che hanno provveduto – chi più chi meno – ad alleggerirsi delle azioni acquistate in precedenza. Il danno per i piccoli risparmiatori ammonterebbe a non meno di 400 milioni di euro.  

Possibile si sia dovuto aspettare un fondo statunitense per sollevare il caso? Dopo questo episodio sarà avviata una riflessione interna ad Aim sul tema dei controlli? Interrogativi che investiremag.it ha posto in conferenza stampa ai promotori di Aim Italia. 

Il mercato dell’Aim segue le regole sulla trasparenza stabilite in un regolamento comunitario sul cui rispetto è responsabile un’autorità di vigilanza competente (Marco Fumagalli, Capital For Progress SI)

“Affermare che l’Aim sia un mercato non regolamentato non è corretto. Esistono regole e garanzie fondate su un sistema multilaterale di controlli. In ogni caso, non commentiamo assolutamente casi specifici”. È stata la risposta lapidaria del presidente di Capital For Progress SI, Fumagalli. 

Dalla platea si rilancia sul tema: “Ma a parte il caso specifico, credete che interverrete in qualche modo sul sistema dei controlli delle quotate?”. Risponde ancora Fumagalli: “Il mercato dell’Aim segue le regole sulla trasparenza stabilite in un regolamento comunitario sul cui rispetto è responsabile un’autorità di vigilanza competente su tutti i mercati finanziari e borsistici, compreso questo”.

Qualcun altro domanda se un punto debole del sistema non possa essere l'assenza di un sistema di valutazione degli aspetti tecnologici su cui le aziende candidate all'Aim possono puntare nei loro processi produttivi. Come nel caso di Bio-On. 

Il patron di Capital For Progress SI rimanda, quindi, gli interlocutori al ruolo istituzionale ricoperto dalla Consob del presidente Paolo Savona (in foto), quale responsabile dell’applicazione della direttiva Mifid 2 in cui “sono previsti differenti regolamentazioni e obblighi per le società quotate come la produzione di comunicati stampa e la fornitura di tutte le informazioni ai soggetti interessati”.

“È vero”, prosegue Fumagalli, “l’Aim prevede l’adesione a uno schema di autodisciplina. La ragione sta nelle ridotte dimensioni delle società che la compongono, spesso con soli 10-15 dipendenti, e sulle quali non possono gravare gli oneri propri grandi società per azioni”. Insomma, le regole già esistono. “Noi siamo per l’applicazione della disciplina esistente e non per il suo ulteriore ampliamento”.  

Il presidente di Bio-On, Marco Astorri, arrestato ieri 

Giovanni Natali, presidente di 4Aim Sicaf, è intervenuto riferendosi alla vicenda Bio-on senza mai nominarla, parlando di “un effetto patologico” che non può compromettere l’intero sistema.

Citando una dichiarazione recente di Gabriele Grego, managing partner di Quintessential Capital, Natali ha affermato: “Grego ha portato l’esempio dell’Enron, che con lo scandalo finanziario del 2001 è semplicemente sparita dal mercato. Ma non per questo Wall Street ha chiuso; è andata avanti. Dobbiamo andare avanti”. 

Sulla questione dei controlli delle aziende quotate su Aim Natali, poi, ammette: “Forse potremmo pensare alla costituzione di un comitato di controllo interno… per quello che può valere”. 

Ma la vera, anche se piccola, apertura arriva dal terzo promotore dell’associazione degli emittenti per le piccole e medie imprese, Vincenzo Polidoro, ad di First Capital: “I sistemi di governance devono essere calibrati in base alle dimensioni dei mercati a cui si riferiscono. Il nuovo cda affronterà il tema della trasparenza con gli investitori”. 

guarda il video-commento di Sergio Luciano | Caso Bio-On, cosa dedurne sull'Aim

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