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Bancari, sindacati sul piede di guerra

Le rappresentanze bocciano la contropiattaforma dell'associazione dei banchieri. First-Cisl: "L’Abi vuole un taglio retributivo di 9 mila euro. Grave il silenzio sulla cabina di regia sul digitale"

Bancari, sindacati sul piede di guerra

Non è andato a buon fine il tavolo di trattativa tra sindacati e Abi sul rinnovo del contratto nazionale dei bancari con una ripresa delle trattativa che si preannuncia tutta in salita. Secondo quanto emerge da fonti presenti all'incontro, scrive Adnkronos, l'Abi ha presentato una serie di documenti di carattere normativo (in particolare area contrattuale, inquadramenti professionali, occupazione e flessibilità) che i sindacati di settore hanno definito una "contropiattaforma irricevibile".

Le rappresentanze dei lavoratori si sono comunque riservate la possibilità di una "valutazione delle carte" in vista del prossimo incontro in agenda il prossimo 30 ottobre per il quale si attendono un cambio strutturale dell'impostazione presentata oggi. In primis parte economica e ripristino art. 18 dello statuto dei lavoratori.

Sulla questione arriva la dura posizione di First-Cisl. “Invece di rispondere alle richieste della nostra piattaforma, oggi Abi, in modo provocatorio, ha presentato la sua. Ma l’unica cosa chiara, al di là di qualche apertura di facciata, è il tentativo di ridurre i salari. Per noi è inaccettabile”, dice il segretario generale del sindacato dei bancari della Cisl, Riccardo Colombani (in foto), al termine dell’incontro.

“L’Abi ci propone, attraverso la ridefinizione della scala parametrale, l’introduzione di un salary cap che comporta un taglio retributivo di 9mila euro. Un’ipotesi che ovviamente non prendiamo nemmeno in considerazione”, aggiunge. Grave, secondo Colombani, è anche “l’assenza di risposte sulla cabina di regia sul digitale".

"Solo una cessione di sovranità dalle banche a questo nuovo organismo nella definizione degli indirizzi sull’innovazione tecnologica può veramente assicurare la centralità del contratto nazionale che anche l’Abi sostiene di condividere. Altrimenti sono solo parole”, dice Colombani sul punto.

Fondamentale, inoltre, secondo First Cisl “è che dal contratto sia eliminato il concetto di colpa grave che le banche utilizzano per istruire procedimenti disciplinari in serie. Una prassi che penalizza i lavoratori e mina la fiducia dei clienti”. Se dall’Abi “non arriverà un’apertura sulle richieste della piattaforma sindacale – conclude Colombani –  risponderemo con la mobilitazione dei lavoratori”.

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