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Asset alternativi, Gam: "Ecco dove cercare i rendimenti"

Credito, equity e tecnologia sono i tre settori che la casa di investimento propone per diversificare i portafogli e difenderli dalla volatilità della fase attuale

Asset alternativi, Gam: "Ecco dove cercare i rendimenti"

Un momento della conferenza stampa di Gam Investments ieri a Milano

Gli strumenti alternativi svolgono un ruolo chiave nella diversificazione del portafoglio, ancora di più in questa fase di forte confusione sulla strada da intraprendere per ottenere rendimenti. Lo sa bene Gam che sul tema ha dedicato ieri a Milano una presentazione delle proprie strategie di investimento.  

Se il mercato dovesse indebolirsi o comunque ritracciare, le strategie non direzionali sono quelle che proteggeranno i portafogli degli investitori (Riccardo Cervellin)

“Gam ha la propria bandiera nella gestione attiva", spiega Riccardo Cervellin (in foto), amministratore delegato di Gam (Italia) Sgr. "In una industry in cui la polarizzazione fra gestioni passive e gestioni veramente attive sarà sempre più estrema, abbiamo fatto una scelta di posizionamento strategica molto chiara e precisa". 

Cervellin ne è sicuro: "Se il mercato dovesse indebolirsi o comunque ritracciare, le strategie non direzionali sono quelle che proteggeranno i portafogli degli investitori. Queste soluzioni all’interno di un portafoglio contribuiscono alla efficiente diversificazione e aiutano a gestire il rischio con maggior efficacia”. 

Sull'andamento del mercato azionario europeo ha relazionato Gianmarco Mondani, direttore degli investimenti non-directional equity strategies. “Finora il 2019 è stato un anno molto positivo per l’azionario, e ancor più degno di nota è il fatto che i principali indici sono cresciuti nonostante l’accumulo di una serie di segnali negativi per l’economia globale".

Anzi", ha continuato Mondani, "praticamente tutti gli indicatori orientati al futuro, in particolare nel settore manifatturiero, hanno anticipato periodi difficili per tutte le principali economie. Le società hanno risposto con una serie di profit warning. Dopo due trimestri in cui le società europee hanno visto i propri utili calare in media del 5%, gli analisti prevedono una crescita intorno al 2% quest’anno".

"A fondamento di questa aspettativa troviamo, però, un miglioramento nel secondo semestre che non si verificherà. La conclusione è che investire oggi in una società europea standard significa esporsi a una società i cui utili non sono in crescita e che non sarà in grado di soddisfare le aspettative". 

Per Mondani "la performance dei mercati azionari non è dovuta all’attrattività della crescita offerta dall’equity, ma piuttosto che gli investitori abbiano utilizzato l’azionario come sostituto del reddito fisso, che non è più in grado di

Riguardo al mercato azionario Ue, oggi sarebbe efficace una strategia che differenzi tra posizioni lunghe e corte sulla base delle revisioni degli utili (Gianmarco Mondani)

garantire rendimenti positivi per diverse valute”.

“Se questo assunto è corretto” ha aggiunto, “è ragionevole aspettarsi un rendimento contenuto dall’investimento azionario, comparabile a quello che ci si aspetterebbe investendo in un’obbligazione a rendimento positivo, ossia il valore espresso dalla cedola. In uno scenario di questo tipo, gli utili evitano cali drastici e i dividendi riescono a mantenersi stabili. Tuttavia, se una delle criticità che osserviamo attualmente, come le tensioni commerciali tra Usa e Cina, si trasformasse in una chiara minaccia alla crescita, gli utili crollerebbero, seguiti dai dividendi e quindi da una marcata flessione dell’intero comparto azionario”.

La scelta da prendere è quella di "un'esposizione a strategie long/short che abbiano un bias neutro nei confronti del mercato. In particolare", ha spiegato il direttore degli investimenti di Gam, "sarebbe efficace una strategia che differenzi tra posizioni lunghe e corte sulla base delle revisioni degli utili. Evidenze empiriche decennali testimoniano l’efficacia di un metodo di questo tipo".

Il capo del fixed income product specialist, Ralph M. Gasser, ha fatto il punto sul credito societario, “un tema di investimento strategico e convincente. I mercati sono tuttavia in una fase più avanzata del ciclo del rischio e l’evidenza empirica suggerisce una ripresa della volatilità e casi di mispricing più pronunciati".

Questi andamenti, di per sé relativamente ordinari, "saranno probabilmente esacerbati da fattori specifici di questo ciclo, come i disallineamenti causati da quantitative easing e quantitative tightening, gli strumenti finanziari tradizionali sempre meno liquidi, i livelli di carry storicamente bassi e le ingenti allocazioni in aree diverse da quelle core di molti partecipanti al mercato", ha specificato.

L'approccio d'investimento sul credito societario deve essere proattivo e flessibile, con una serie di driver di alpha più ampia e dinamica, ponendo enfasi sugli strumenti più liquidi, trasparenti e scalabili (Ralph M. Gasser)

L'approccio d'investimento consigliato da Gasser è proattivo e flessibile, "con una serie di driver di alpha più ampia e dinamica in termini di universi, stili e orizzonti d'investimento, ponendo grande enfasi sugli strumenti più liquidi, trasparenti e scalabili a disposizione degli investitori nel credito.

Le strategie sistematiche dynamic credit dovrebbero essere posizionata in maniera tale da ottimizzare i rendimenti offerti dai mercati globali del credito”. 

Perfetti per l'obiettivo sono i segmenti del mercato in cui l’innovazione gioca un ruolo preponderante, dove si trovano "rendimenti interessanti, utilizzando la scarsità di volatilità rispetto alla media combinata con bassi livelli di correlazione”, ha aggiunto Mark Hawtin, investment director specializzato in tecnologie disruptive.

"La disparità e la polarizzazione dei rendimenti tra vincitori e vinti, nel corso di un ciclo di innovazione dei settori più importanti del mercato, sono significative e garantiscono buone opportunità di investimento sia long che short", ha commentato.

Due settori che sono stati fortemente segnati dall’innovazione derivante dal ruolo sempre più preponderante di internet nell’ultimo decennio, sono il retail e la pubblicità. "La portata del cambiamento è stata tale che oggi tre delle prime cinque società al mondo per capitalizzazione sono Amazon, e quindi il retail, Google e Facebook, che basano buona parte del proprio fatturato sulla pubblicità".

La portata del cambiamento prodotto dalle aziende tecnologiche è stata tale che oggi tre delle prime cinque società al mondo per capitalizzazione sono Amazon, Google e Facebook (Mark Hawtin)

"Sono nati nuovi leader di settore, con modelli di business molto più potenti, uniti a strutture di costo con cui i leader storici di mercato non riescono assolutamente a competere", spiega Hawtin. "Il risultato di questo processo non è limitato all’apprezzamento delle azioni di questi nuovi giganti, che si è moltiplicato nell’ultimo decennio, ma ha portato anche a una performance diametralmente opposta dei titoli dei competitor tradizionali".

Nel retail, i problemi dei grandi magazzini statunitensi "sono sotto gli occhi di tutti. Nella pubblicità, la carta stampata e le radio stanno soffrendo. Megatrend di questo tipo offrono diverse opportunità alle strategie long/short ma crediamo che sia necessaria una profonda conoscenza delle forze in campo e delle nuove tecnologie, oltre a una gestione del rischio molto disciplinata". 

“I fondamentali sottostanti le nuove tecnologie e i modelli di business innovativi si sviluppano spesso ad un ritmo molto più sostenuto e incontrollabile rispetto alle attese dei partecipanti al mercato", ha sottolineato l'investment director in tecnologie. "L’investitore medio viene spesso preso da un eccessivo ottimismo rispetto alla nuova tecnologia e spinge il prezzo delle azioni, gonfiandolo e condannandolo inevitabilmente a un calo improvviso nel momento in cui la realtà non riesce a sostenere l’entusiasmo del mercato, almeno in un primo momento".

La diversificazione unitamente all’equilibrio tra stili e strategie, sarà fondamentale, come dimostrato dagli effetti dell’inversione del mercato obbligazionario a settembre (Paolo Scripelliti)

Ha chiuso l’evento Paolo Scripelliti, responsabile in Gam degli investimenti dedicati alle alternative Risk Premia strategies. “L’aumento tanto della volatilità quanto dei movimenti prima risk-off e poi risk-on che hanno interessato l’azionario negli ultimi mesi non cambia nella nostra opinione le prospettive dei fondamentali per gli alternative risk premia".

"Un approccio agli investimenti di questo tipo non fa affidamento in maniera significativa sugli utili globali, sull’andamento della crescita o sui tassi di interesse, che sono invece i principali driver delle asset class tradizionali come l’azionario e l’obbligazionario", ha detto Scripelli.

E ancora: "In un contesto come quello attuale (in cui alcune economie rallentano o entrano in una fase avanzata del ciclo e altre regioni sviluppate faticano) l’impatto dei rischi macro come Brexit, la guerra commerciale ancora da definire e le banche centrali che si trovano a dover proteggere le proprie economie, le strategie alternative potrebbero essere di supporto per i portafogli degli investitori". 

“Guardando avanti, livelli di dispersione e di volatilità più elevati portano generalmente a rendimenti attesi superiori nell’universo dei risk premia. Il calo delle correlazioni a cui abbiamo assistito negli ultimi anni suggerisce un ritorno a driver diversi tra mercati differenti e dovrebbe aumentare e migliorare il ventaglio di opportunità per chi adotta un approccio di esposizione al rischio globale, multi-asset e diversificato".

"Proprio la diversificazione", ha chiosato Scripelliti, "unitamente all’equilibrio tra stili e strategie, sarà fondamentale, come dimostrato dagli effetti dell’inversione del mercato obbligazionario a settembre. Crediamo che, grazie a un approccio di investimento agli alternative risk premia rigorosamente diversificato e basato sull’esperienza – sia in termini di creazione del modello che di costruzione del portafoglio – la strategia continuerà a performare nel tempo a prescindere dall’andamento della marea macroeconomica”. 

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