wealth management | indagine Ipsos-Acri

Aumentano gli italiani che si avvicinano al risparmio gestito

Lo studio rileva un incremento dei risparmi e una riduzione dei saldi negativi tra le famiglie. Il mattone resta la prima scelta in un panorama in cui il 35% degli intervistati sceglie di non investire

Aumentano gli italiani che si avvicinano al risparmio gestito

Italiani sempre più attenti al portafogli e sempre più orientati alla gestione del risparmio con una marcata preferenza per la liquidità e il sempreverde "mattone". È la fotografia del Bel Paese scattata dall'indagine annuale condotta dall'Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio (Acri) e la società di ricerche e e analisi Ipsos, "Gli Italiani e il Risparmio".

Si fatica a trovare l'investimento ideale. Per il 35% l'ideale è proprio non investire, tenersi i soldi o spenderli, dato in crescita di 5 punti rispetto al 2018

Aumentano le famiglie che riescono a risparmiare (42%), e anche tra coloro che sperimentano qualche difficoltà, dall'altra si riducono le famiglie in saldo negativo (16%, -6 punti percentuali rispetto al 2018), ossia coloro che devono ricorrere a prestiti o al risparmio accumulato.

Dati testimoniati dalla crescita della capacità di far fronte alle spese impreviste, il 79% non avrebbe difficoltà per una spesa di 1.000euro (era il 78%), il 39% per una spesa imprevista di 10.000 euro (era il 36% un anno fa). 

Secondo la ricerca, come si legge su Adnkronos, condotta per la 95esima Giornata mondiale del risparmio in calendario per domani, il risparmio continua a essere desiderato e lo si vive sempre più con tranquillità, senza troppe rinunce (55% di chi risparmia, +7 punti percentuali rispetto al 2018). Ciò, spiega l'indagine, è segno di un ritorno alla normalità economica delle famiglie che, sia pur con lentezza, continua a farsi strada, e come evidenzia anche la maggiore rilassatezza nei consumi.

Quanto ai consumi, questi continuano il progressivo recupero, trainati da telefonia (+16%) ed elettronica (+8%), dalle spese per auto e spostamenti (+6%), e dai prodotti alimentari e per la casa (+6%), oltre al continuo aumento del ricorso ai farmaci (+34). In aumento quindi sono soprattutto i semi-durevoli, il saldo delle famiglie che variano in positivo: questi passa da -3% a +10%, e si attenua il saldo negativo per la cura di sé, da -14% a -6% ed il fuori casa, da -30% a -21%.

Non perde vigore la predilezione degli italiani per la liquidità (63%), sia per indole, sia per trovarsi più preparati in un contesto incerto. Nel valutare le proprie scelte di risparmio e investimento emerge il desiderio di impatto sociale positivo: il cittadino può e deve fare la sua parte.

Scende di 6 punti l'attrazione verso titoli considerati più sicuri, oggi ideali per il 25%; rimangono stabili il mattone al 33% e gli investimenti più rischiosi al 7%.

Nei fatti, rispetto allo scorso anno, aumentano i correntisti (85%, +4pp rispetto al 2018) e coloro che approcciano il risparmio gestito (16%, +4pp).

Secondo Acri e Ipsos, le preoccupazioni future come motivazione del risparmio salgono dal 37% al 48%. Rimane stabile al secondo posto, 26%, la volontà di risparmiare per un progetto futuro verso il quale l'approccio non è ottimistico. Il risparmio viene, quindi, tesaurizzato ancora in gran parte in liquidità, vuoi per una ridotta facilità di trovare un investimento ideale, vuoi per la diffidenza verso norme ed istituzioni che lo tutelano (60% ritiene non sia adeguatamente tutelato).

Tra gli investimenti rimangono stabili il mattone al 33% e gli investimenti più rischiosi al 7%. Rispetto al 2018, aumentano i correntisti  e coloro che approcciano il risparmio gestito

Come si legge nell'indagine, "in una situazione in cui il risparmio gioca un crescente ruolo di auto-assicurazione, questa ridotta fiducia non può che confermare la predilezione per la liquidità". Si fatica in questi anni a trovare l'investimento ideale, a tal punto che per il 35% l'ideale è proprio non investire, tenersi i soldi o spenderli, dato in crescita di 5 punti rispetto al 2018 e che raggiunge il massimo della serie (nel 2001 erano il 21%).

"Si affaccia con prepotenza la volontà di investire in attività con un impatto positivo su ambiente e società", scrivono Acri e Ipsos nell'indagine, "anche mettendo il rendimento in secondo piano, sia pur preservando come criterio principale l'attenzione al rischio".

"Questo interesse offre quindi, per chi saprà coglierla, una nuova prospettiva per ridurre la preferenza per la liquidità e per incrementare l'investimento in attività di impatto sociale ed ambientale".

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