Trimestrali

Azimut Holding, utile record sui 9 mesi

Vola il conto economico del gruppo presieduto da Pietro Giuliani, anche i ricavi alle stelle. In rampa di lancio un prestito obbligazionario non convertibile a tasso fisso fino a 500 milioni che sarà collocato presso gli investitori istituzionali.I proventi del prestito serviranno anche per finanziarie possibili operazioni straordinarie

Pietro Giuliani, presidente di Azimut Holding

Terzo trimestre col botto per Azimut Holding, il cui consiglio di amministrazione ha approvato oggi il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2019. I risultati della gestione evidenziano dati lusinghieri, a partire dai ricavi consolidati nei 9 mesi pari a 724,3 milioni di euro (rispetto a 565,6 milioni dei primi 9 mesi del’18), reddito operativo consolidato pari a 279,5 milioni (rispetto a  153,3milioni nei 9M18) e soprattutto un utile netto consolidato nei 9 mesi pari a 246,5 milioni (rispetto a  111,9 milioni, il che equivale a un +120% rispetto ai tre trimestri del 2018). Nel 3 trimestre 2019 in particolare l’ utile netto consolidato ha raggiunto i 76 milioni (+92% rispetto al 3Q 2018) e i ricavi consolidati hanno toccato i 238 milioni (+26% rispetto al 3Q 2018). 
 
Il totale delle masse gestite a fine settembre 2019 raggiunge i  44,6 miliardi; il dato comprensivo del risparmio amministrato e gestito da case terze direttamente collocato arriva a 57,4 miliardi. La raccolta netta nei primi nove mesi dell’anno è stata di 3,7 miliardi, di cui una buona parte dal business estero che oggi rappresenta il 29% del patrimonio complessivo di gruppo. 
 
La posizione finanziaria netta consolidata a fine settembre 2019 risultava negativa per circa 47 milioni, in miglioramento rispetto ai -75 milioni di fine giugno 2019. Nei 9 mesi sono stati pagati dividendi ordinari per oltre 200 milioni di euro, di cui circa 166 milioni cash oltre a circa 42 milioni in azioni. Inoltre sono state fatte acquisizioni nei nove mesi per circa 52 milioni. La  posizione finanziaria netta include anche versamenti per circa 43 milioni per acconti d’imposta, bollo virtuale e riserve matematiche. 
 
Positiva l’attività di reclutamento in Italia di consulenti finanziari e private banker: nei primi nove mesi dell’anno, il gruppo ha registrato 112 nuovi ingressi, portando il totale del gruppo Azimut a fine settembre a 1798 professionisti. 
 
Pietro Giuliani, presidente di Azimut, ha commentato così i risultati della trimestrale: “Con grande soddisfazione presentiamo al mercato il miglior risultato di utile netto della storia di Azimut, pari a 247 milioni di euro, raggiunto in soli 9 mesi grazie alla crescita dei ricavi ricorrenti e al contenimento dei costi fissi. Il nostro sforzo comune è quello di offrire risultati sempre migliori ai nostri clienti, i quali da inizio anno beneficiano di una performance media ponderata netta del 6,9%. Tali numeri, sia in termini di performance ai clienti che di utile netto, riflettono il lavoro svolto in modo coeso da tutti i professionisti del Gruppo, e miglioreranno grazie alle ultime iniziative annunciate legate agli investimenti alternativi. Un impegno che trova riconoscimento nei tanti segnali di fiducia e stima registrati anche durante l’evento Azimut Libera Impresa Expo di settimana scorsa dove in due giorni hanno partecipato 14 mila persone fra imprenditori, investitori e professionisti.”
 
Le novità in cantiere sono tante: è soggetto all'approvazione delle autorità competenti e nell’ultima parte dell’anno il gruppo distribuirà il fondo Corporate Cash Plus, un prodotto innovativo alternativo di diritto lussemburghese riservato alla clientela corporate italiana. Il fondo, in linea con il progetto di Azimut Libera Impresa, avrà come scopo il supporto della gestione della liquidità aziendale che incorpora un profilo di rendimento positivo, che si paragona ai tassi negativi delle giacenze di deposito. 
 
Infine, il cda ha approvato l’avvio di attività di soft sounding preliminare presso investitori qualificati, italiani ed internazionali, al fine di valutare le condizioni di mercato in relazione ad una potenziale emissione da parte della società di un prestito obbligazionario non convertibile a tasso fisso da eseguirsi nel corso delle prossime settimane. La Società sarà supportata in tali attività e, ove ne ricorrano i presupposti, di un potenziale successivo collocamento da J.P. Morgan, Banca IMI e Nomura. 
L’eventuale lancio del collocamento del prestito obbligazionario è soggetto alla verifica di una serie di condizioni, tra le quali, le condizioni di mercato, l’interesse manifestato dai potenziali investitori e l’andamento dei prezzi dei titoli equivalenti sul mercato, nonché la decisione finale da parte degli organi amministrativi della società.

Indicativamente l’emissione avrà una durata intermedia e un ammontare fino a 500 milioni, i cui proventi saranno utilizzati per la propria attività e per finanziare potenziali operazioni straordinarie e/o per rimborsare parte dell’indebitamento, incluso il parziale rimborso per circa 140 milioni della linea di credito da 200 milioni erogata da un pool di banche a inizio anno. Il tasso di interesse, come da prassi, sarà individuato a esito del potenziale collocamento del prestito obbligazionario. Le obbligazioni saranno riservate a investitori qualificati, con esclusione di collocamento negli Stati Uniti d'America e altri paesi selezionati, la quotazione presso il mercato regolamentato dell’Irish Stock Exchange. 
 

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