Elezioni Enasarco

Costa lancia dubbi sul sistema di voto, spaccatura con cinque membri del Cda

Il clima pre-elettorale si fa incandescente all’interno della fondazione per la previdenza complementare degli agenti di commercio. “Fuori luogo e intempestive” per quattro componenti del Cda le considerazioni espresse dal presidente sul sistema elettronico di voto (già esistente quando fu eletto), in sede di Commissione parlamentare per il controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale

Costa lancia dubbi sul sistema di voto, spaccatura con quattro membri del Cda

Gianroberto Costa, presidente di Enasarco

“Parlare di rischi e criticità per le prossime elezioni di Enasarco, è quanto meno fuori luogo e intempestivo a pochi giorni dal termine di presentazione delle liste elettorali”.
 Così i membri del Cda Enasarco Antonino Marcianò (Fiarc), Alfonsino Mei (Anasf), Luca Gaburro e Davide Ricci (Federagenti) e Gianni Triolo (Confesercenti) in una nota congiunta commentano l’audizione del presidente di Enasarco Gianroberto Costa in Commissione parlamentare per il controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.
 “Costa  si dice preoccupato per le criticità che ‘il sistema di votazione a collegio unico nazionale con voto elettronico pone’ e per il ‘rischio che prevalga chi metta in campo più denaro per la campagna elettorale’. Pur condividendo la necessità della massima trasparenza per i finanziamenti ottenuti dalle liste, non possiamo comprendere queste dichiarazioni da parte di chi è stato eletto con questo sistema di voto, lo ha votato in qualità di vicepresidente dell’Ente nella precedente consiliatura e nulla a fatto in tre anni e mezzo come presidente della Fondazione”, si legge nella nota.
 
“Ricordiamo inoltre che è solo dal 2016 che gli iscritti a Enasarco possono votare i propri amministratori. Gettare ombre sulle elezioni del prossimo aprile vuol dire svilire la svolta democratica del 2016 e ledere l’immagine di tutta la Fondazione. Come membri del CdA eletti da migliaia di iscritti, non possiamo restare indifferenti alle parole del presidente Costa, che probabilmente intende solo sviare l’attenzione dalle tante criticità irrisolte e dai risultati deludenti della sua gestione”.
 
“Non si può ridurre qualsiasi risultato elettorale che si svolga in un contesto democratico”,  concludono i membri del CdA, “a una mera questione di risorse finanziarie a disposizione, perché il consenso degli elettori si ottiene sulla base dei programmi e dei risultati ottenuti. Con buona pace del presidente Costa, l’attuale governance sarà sottoposta al vaglio dei 220.000 agenti di commercio e consulenti finanziari che potranno scegliere i propri amministratori in completa libertà ed autonomia”.
 

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