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La patria degli Etf restano gli Usa, l'Europa ha ancora molta strada da fare

La sfida ai fondi passivi da parte degli attivi sul fronte dei costi e la loro distribuzione sui mercati Usa e Ue. Questi i temi affrontati dallo sector strategist, Gregory Warren, durante la Morningstar Investment Conference 2019

La patria degli Etf restano gli Usa, l'Europa ha ancora molta strada da fare

Quali saranno i driver su cui lavoreranno le case di gestione nel prossimo futuro per sopravvivere all’assalto dei fondi passivi? È una delle domande a cui la Morningstar Investment Conference 2019, svolta ieri a Milano, ha cercato di dare una risposta. 

Il trend che sembra ormai consolidato e irreversibile, muove verso una riduzione dei costi di gestione su tutti i livelli per cui i fondi attivi, le cui performance sono mediamente inferiori rispetto ai fondi passivi tranne alcuni segmenti come le small cap, diversi azionari Paese e i corporate bond dove le probabilità di successo del gestore attivo aumentano, continuano a perdere terreno.

Nel corso del pomeriggio Greggory Warren, sector strategist di Morningstar, ha mostrato come i fondi con i costi maggiori subiscano riscatti da 5 anni e ha illustrato una “mappa” dell’andamento commissionale nel tempo per le maggiori asset class.

Fondamentale è avere chiaro il rapporto di forza che sussiste tra fondi passivi e attivi in base alla loro diffusione sui mercati europeo e Usa.

Una distribuzione (vedi il grafico) in cui il Vecchio Continente cede ancora il passo agli Stati Uniti, patria degli exchange traded fund.

Se negli Usa, infatti, gli Etf coprono il 19,7% mercato distributivo e i fondi attivi il 61,3, in Ue i primi si fermano all'8,1 e i secondi raggiungono la soglia dell'83,3.  

Sul fronte dei costi quello che dovranno fronteggiare gli asset manager sarà un forte vento contrario poiché da un lato gli investitori in tutto il mondo sono alla costante ricerca di nuovi strumenti a prezzi contenuti e, dall’altro, il mercato azionario rischia di pagare lo scotto di una fase rialzista ormai pluridecennale oltreché di un cambiamento demografico in corso.

Senza dimenticare che la creazione di nuova ricchezza sta avvenendo soprattutto al di fuori degli Usa e precisamente in Cina e nei Paesi emergenti. Last but not least, l’impatto che la tecnologia sta già avendo e manifesterà sarà devastante sotto il punto di vista della scelta degli investimenti, dell’operatività, della distribuzione e del coinvolgimento del cliente.

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