conti 2019

Anima holding, masse gestite ancora in crescita

La raccolta del gruppo dell'ad Marco Carreri (escluse le deleghe assicurative di Ramo I) registra deflussi netti per circa 122,7 milioni di euro. Il cda ha deliberato il riavvio del buy-back

Anima holding,  raccolta netta in calo, crescono le masse gestite

Marco Carreri, amministratore delegato di Anima holding

Il consiglio di amministrazione di Anima holding ha approvato oggi i risultati consolidati per i primi nove mesi dell’esercizio 2019. Il totale delle masse gestite a fine settembre ha raggiunto i 189,5 miliardi di euro, in aumento del 9% rispetto ai 173,1 miliardi di euro a fine dicembre 2018; la raccolta del gruppo (escluse le deleghe assicurative di Ramo I) nei primi nove mesi del 2019 evidenzia deflussi netti per circa 122,7 milioni di euro. 

Per quanto riguarda le grandezze economiche, le commissioni nette di gestione hanno raggiunto i 211,5 milioni di euro (in aumento dell’1% rispetto ai 210 milioni di euro dei primi nove mesi del 2018). Nel corso dei primi nove mesi dell’esercizio le commissioni di incentivo sono state pari a 24,9 milioni di euro (in aumento del 35% rispetto ai 18,4 milioni di euro dello stesso periodo dell'anno scorso). Considerando queste ultime e gli altri proventi, i ricavi totali si sono attestati a 255,2 milioni di euro (in aumento del 4% sui 245,8 milioni di euro dei primi nove mesi dei 2018). 

I costi operativi ordinari sono stati pari a 61,3 milioni di euro, in diminuzione del 4% rispetto ai 63,7 milioni di euro del 2018. Il rapporto fra costi e ricavi netti complessivi (escludendo dai ricavi netti le commissioni di incentivo) si è attestato al 26,6%. 

L’utile ante imposte ha raggiunto i 141,4 milioni di euro (in aumento del 4% rispetto ai 136,4 milioni di euro del 2018), mentre l’utile netto si è attestato a 102,0 milioni di euro (+5% sui 97,4 milioni di euro del 2018). 

L’utile netto normalizzato (che non tiene conto di costi e ricavi straordinari e degli ammortamenti di intangibili a vita utile definita relativi anche alla c.d. “purchase price allocation”) è stato pari a 128,7 milioni di euro da inizio anno ad oggi (circa +4% rispetto ai 124,1 milioni di euro dei 9M18). 

L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2019 risulta pari a 244,1 milioni di euro (in miglioramento rispetto ai 311,6 milioni di euro alla fine dell’esercizio 2018). Il cda ha inoltre deliberato la riapertura del programma di riacquisto di azioni proprie fino a un ulteriore 3% del capitale sociale (o per un controvalore massimo di 50 milioni di euro). 

Inoltre, il consiglio di amministrazione ha espresso orientamento positivo per la cancellazione di azioni proprie per un ammontare compreso fra il 2% ed il 3% del capitale sociale, da proporre all’assemblea dei soci in occasione dell’approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2019, qualora a giudizio del consiglio stesso non si profilassero nel breve termine operazioni di M&A da finanziarsi anche tramite tali titoli. Si precisa che alla data odierna la società detiene azioni proprie pari al 3% del capitale sociale. 

“Il nostro gruppo chiude un trimestre di grande soddisfazione, grazie alla solidità degli indicatori economici, a dinamiche commerciali in sostanziale miglioramento, supportate da un contesto molto più favorevole, che ci ha visto per la prima volta presentarci con successo come emittente sul mercato obbligazionario corporate, anche forti di un rating BBB emesso da Fitch” commenta l'ad, Marco Carreri

“L’attuale contesto dei tassi", aggiunge, "ci ha dato l’opportunità di rinegoziare favorevolmente i finanziamenti contratti dalla società per realizzare le diverse acquisizioni effettuate negli anni scorsi ampliando la flessibilità finanziaria del gruppo con l’obiettivo di un più efficiente utilizzo delle risorse finanziarie anche in un’ottica di future possibili operazioni strategiche”. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo