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Morval, Intesa Sp a caccia di capitali stranieri

L'istituto di credito ha incontrato a Ginevra un gruppo ristretto di investitori insieme ad Agenzia delle Entrate e Ambasciata per parlare delle opportunità della residenza fiscale non domiciliata

Intesa Sanpaolo, Messina e Gros-Pietro verso la riconferma

Carlo Messina e Gian Maria Gros-Pietro, rispettivamente ad e presidente di Intesa Sanpaolo

Davanti a un fisco elvetico sempre più pressante, Intesa Sanpaolo ha lanciato una offensiva di gestione patrimoniale mirata a facoltosi clienti stranieri attraverso la banca ginevrina Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval, nata dall'acquisizione del gruppo elvetico Morval Vonwiller.

Da un lato, il nostro azionista in Italia può indirizzare i nostri clienti verso buoni interlocutori. Dall'altro, la banca svizzera può gestire il patrimonio dei futuri res non dom (Marco Longo, Intesa Sanpaolo Private Bank, Suisse, Morval)

Si legge su Adnkronos che, stando all'agenzia finanziaria AWP, l'istituto di credito ha organizzato lo scorso 10 ottobre a Ginevra un evento con 40 invitati selezionati alla presenza di consulenti fiscali esterni, di un rappresentante dell'Agenzia delle entrate e sotto il patrocinio dell'Ambasciata d'Italia a Berna.

L'obiettivo di questo incontro esclusivo consisteva nel sottolineare le possibilità offerte dallo statuto "res non dom", ovvero di residente fiscale non domiciliato.

Diversi Paesi europei - soprattutto il Regno Unito - offrono tale meccanismo, che permette un'imposizione forfettaria per una durata limitata, senza l'obbligo di stabilirsi  fisicamente nel Paese interessato.

A partire dalla legge di Bilancio 2017 l'Italia propone già tale soluzione per cittadini stranieri che non siano stati residenti nel nostro paese per almeno 9 anni nei dieci periodi di imposta precedenti.

Dopo la presentazione di una specifica istanza all'Agenzia delle Entrate (e relativa approvazione) i cittadini stranieri possono esercitare l'opzione per l'applicazione di un regime forfettario, previa l'indicazione di una serie di paesi per i quali si vuole adottare questo regime.

In seguito, tutti i redditi (escluse le plusvalenze da cessione di partecipazioni realizzate nei primi 5 anni di validità dell'opzione, che rimangono assoggettate a tassazione ordinaria - 49,72%) prodotti nei Paesi inclusi nell'istanza di interpello sconteranno, per un periodo massimo di 15 anni, un'imposta sostitutiva determinata su base forfettaria, pari a 100.000 euro da versare in un'unica soluzione come saldo Irpef. E' anche possibile estendere l'opzione anche ai familiari.

"Ci siamo resi conto che numerosi res non dom in  Inghilterra giungono al termine del loro periodo di 15 anni e non sono al corrente di questa opportunità in Italia", ha spiegato all'Awp Marco Longo, presidente della direzione di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval.

"Presentiamo un doppio vantaggio. Da un lato, il nostro azionista in Italia può indirizzare i nostri clienti verso buoni interlocutori. Dall'altro, la banca svizzera può gestire il patrimonio dei futuri  res non dom", ha sottolineato Longo. "La sfida è quella di rendere la controllata svizzera del gruppo Intesa Sanpaolo "interessante nei confronti di nuovi clienti".

L'America Latina (soprattutto l'Argentina e l'Uruguay), il Medio Oriente e diversi Paesi europei costituiscono i mercati chiave della banca ginevrina. Ma per Longo anche i clienti svizzeri sono un target prioritario per il cambiamento di residenza,  grazie "chiaramente ai benefici fiscali" collegati.

A fine settembre, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval gestiva 5,5 miliardi di franchi con introiti netti di 680 milioni di franchi registrati nel 2019. L'istituto ha adottato il suo nuovo nome in febbraio, dopo il rilevamento della banca ginevrina Morval, prima detenuta dalla famiglia torinese Zanon di Valgiurata (Credito Emiliano).

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