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Vanguard: "Politiche monetarie accomodanti? Ormai innocue"

Alexis Gray, senior economist: "Lo sviluppo delle politiche commerciali è diventato meno prevedibile. Non è chiaro come la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina si risolverà e lo stesso vale per la Brexit"

Vanguard: "Politiche monetarie accomodanti? Ormai innocue"

Alexis Gray, senior economist di Vanguard

Quello di venerdì scorso a Milano è stato per Vanguard il primo incontro con la stampa per presentare il proprio punto di vista sull'attuale mercato. L'outlook curato dalla senior economist, Alexis Gray, è stato dedicato al panorama macroeconomico.

Il rischio recessione è aumentato da fattori di instabilità come lo scontro Usa-Cina e le incertezze in Europa a causa della Brexit e del rallentamento dei paesi basati sul manifatturiero e export, come Germania e Italia

Come gli altri attori del settore, anche la casa di investimenti statunitense specializzata in prodotti passivi esprime preoccupazione per fattori di instabilità come lo scontro commerciale Usa-Cina e le incertezze che incombono sull'Europa e non solo a causa della Brexit e del rallentamento dei paesi basati sul manifatturiero e export, come Germania, Italia, Brasile e Corea del Sud.

Allo stesso tempo, Vanguard condivide l'opinione secondo cui l'attuale affanno, soprattutto nelle economie sviluppate, non sfocerà in una recessione.

Anche se il rischio è molto alto per una ragione in particolare, ha spiegato Gray: "Lo sviluppo delle politiche commerciali è diventato meno prevedibile. Non è chiaro come la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina si risolverà e, anche lato Brexit, ci sono molte incertezze su quando e in quali termini avverrà".

"Il rallentamento è dovuto alla debolezza del settore manifatturiero a livello globale, in particolare in aree locali come Germania, e Italia. Pur essendo molto volatile, il settore manifatturiero però", ha spiegato l'economista, "pesa solo per il 15% sull’economia globale ed è quindi per questo che non può determinare da solo una recessione. Non pensiamo infatti che la debolezza del settore manifatturiero possa espandersi e trascinare al ribasso il settore dei servizi, la cui crescita è meno debole. Ma se ciò dovesse accadere, il rischio recessione sarebbe più probabile".

"Le Banche Centrali continueranno la loro politica accomodante. "Il prossimo anno ci attendiamo che la Federal Reserve proceda a uno o due tagli dei tassi, mentre la Bce continuerà il piano di Quantitative Easing". Davanti a questi provvedimenti, anche Vanguard mostra freddezza. "L'efficacia di queste politiche monetarie espansive è messa a dura prova dalle incertezze sugli esiti della guerra commerciale. Una politica di bassi tassi, da sola, non può compensare gli effetti negativi che derivano dall’aumento dei dazi. E gli spazi e la volontà per politiche di stimolo alla spesa fiscale, soprattutto in Europa, sono limitati".

Le possibilità di una recessione, nei prossimi sei mesi in Europa, sono più alte in Germania, seguita dall’Italia, a causa del peso del settore manifatturiero nelle rispettive economie e della loro elevata esposizione alle esportazioni. Anche negli Stati Uniti", ha proseguito Alexis Gray, "la probabilità di una recessione è più alta del normale a causa della debolezza di alcuni indicatori, come quelli della fiducia delle imprese e degli indicatori finanziari".

Per il 2020, le stime di crescita di Vanguard sul Pil riflettono le incertezze degli esiti della guerra commerciale e di Brexit. Quest’ultima, in particolare, "frena gli investimenti delle imprese, impattando non solo su Uk, ma anche su Stati Uniti e Cina.
Lo scenario più probabile è che i dazi tra Usa e Cina diventino permanenti, considerata la difficoltà che si possa arrivare a un accordo su temi importanti come proprietà intellettuale, manipolazione valutaria, accesso delle imprese americane in Cina e cyber security".

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