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Web tax, Abi: "Attenti alle regole sulla concorrenza"

Il direttore generale dell'associazione, Sabatini, ha messo in guardia il Senato dal "rischio di distorsione della competitività" che potrebbe derivare da diverse regolamentazioni nazionali

Giovanni Sabatini, direttore generale Abi

Giovanni Sabatini, direttore generale Abi

All'associazione dei banchieri italiani non piacciono le nuove disposizioni sui pagamenti online previste dalla web tax, che dovrebbe diventare operativa con il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020.

La web tax dovrebbe entrare in vigore con il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 202

"In ambito nazionale", ha detto il direttore generale, Giovanni Sabatini, davanti alle commissioni Bilancio riunite in Senato sulla manovra, "è consigliabile procedere con attenzione, considerato il rischio di distorsione della competitività che potrebbe conseguire alla scelta di ogni singolo Stato membro di introdurre una propria regolamentazione interna sull'imposizione dei servizi digitali, non armonizzata con quella degli altri ordinamenti". 

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"Peraltro", si continua a leggere su Adnkronos, "pur rilevando la scelta del legislatore di escludere da tassazione i servizi di pagamento e alcuni servizi di intermediazione finanziaria, tendenzialmente in linea con l'approccio Ocse, non si arriva a prevedere una esimente di natura soggettiva (settoriale)".

"Da tale mancanza", conclude una nota di Abi, "conseguono ingenti oneri di conformità (compliance) che, tra l'altro, prevedono tanto una contabilità per le attività imponibili (testo della proposta normativa) quanto per quelle escluse (previsto  irritualmente nella relazione illustrativa)".

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