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conti 2019

Mediobanca, il risparmio gestito al centro del nuovo piano

L'ad Alberto Nagel annuncia ricavi in crescita del 4%, per un totale di 3 miliardi. Sul fronte del wealth management l'obiettivo è "raddoppiare gli utili e innalzare la redditività al 25%"

Alberto Nagel, ad Mediobanca, durante la conferenza stampa sul Piano 2019-23

Alberto Nagel, ad Mediobanca, durante la conferenza stampa sul Piano 2019-23

"Una crescita sostenibile e di valore". Alberto Nagel ha definito così le prospettive di crescita di Mediobanca per il futuro. Il piano per i prossimi quattro anni dell'istituto di credito è stato presentato alla stampa ieri dall'amministratore delegato in conferenza stampa nella sede di Piazzetta Cuccia, illustrando "le importanti opportunità di business" che si prospettano per tutti i segmenti del gruppo. 

La chiave della crescita del risparmio gestito di Mediobanca sarà CheBanca!, che proseguirà la strada imboccata per diventare al 100% azienda di wealth management

I dati macro del gruppo parlano di ricavi destinati a crescere del 4%, per un totale di 3 miliardi. Stessa crescita è prevista per gli utili; mentre il Rote (risultato della divisione dell'utile netto per il patrimonio tangibile) crescerà di un punto, passando dall'attuale 10 all'11% e raggiungendo entro quattro anni i 2,5 miliardi di euro.  

Duecentocinquanta milioni saranno destinati allo sviluppo tecnologico e, come Investiremag ha scritto ieri, importanti novità sono previste anche sul fronte della sostenibilità con la previsione per i top manager del gruppo di una remunerazione a breve e lungo termine se gli obiettivi Esg qualitativi e quantitativi verranno rispettati nei processi di investimento. 

Previsione di crescita per tutti comparti, dicevamo. Primo fra tutti il wealth management ("prima fronte assoluta di commissioni", ha sottolineato Nagel) per il quale è previsto un ritorno sul capitale allocato di nove punti percentuali, passando dall'attuale 16% al 25 (gli analisti avevano quotato la crescita al 35%), "mantenendo l'elevata qualità e la sostenibile dei ricavi e migliorando l'efficienza".

La chiave della crescita del risparmio gestito di Mediobanca sarà CheBanca!, che proseguirà la strada imboccata per diventare al 100% azienda di wealth management con il lancio di prodotti sempre più orientati verso la nuova clientela (affluent), il private e il settore imprenditoriale

Il segmento, insieme a quello dei prestiti personali e cessione del quinto (leggi: Compas, che si svilupperà anche attraverso nuove sedi fisiche), è al centro di un importante piano di ampliamento del personale.

Attualmente il gruppo conta 4800 dipendenti che verranno portati a a 5.200. Il gruppo vedrà, quindi, l'ingresso di 1000 nuove unità, di cui 600 agenti promotori destinati proprio ai prodotti di risparmio gestito. Il tema verrà di certo affrontato presto anche ai tavoli con i sindacati, da sempre molto scettici sul "modello boutique" a cui Mediobanca, come molti istituti, si ispira. 

L'ad garantisce per il wealth management una crescita delle attività finanziarie dell'8%, pari a 83 miliardi di euro. L'obiettivo è "raddoppiare gli utili e innalzare la redditività al 25%". 

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Grande attenzione è stata dimostrata nei confronti degli stakeholders. Mediobanca, su questo fronte, è sempre più orientata verso il modello di public company (a maggior ragione oggi, dopo la fuoriuscita di Unicredit di Mustier), con buona pace dell'azionista Angelo Del Vecchio che vorrebbe una proprietà meno parcellizzata.

il video commento di Sergio Luciano sull'addio di Unicredit a Mediobanca

Annunciata una crescita del 50% della remunerazione per gli azionisti, rispetto ai quattro anni appena passati, raggiungendo la soglia dei 2,5 miliardi

Vale la pena ricordare che il patron di Luxottica, di recente salito al 7,52% del capitale del gruppo bancario di Nagel, è subentrato pochi giorni fa nel 2,5 di Unicredit e adesso è in attesa dell'ok della Bce per il superamento del 10%.

Probabilmente, il vero confronto tra Nagel e Del Vecchio sul piano presentato ieri ci sarà proprio una volta ricevuta la risposta dalla banca centrale. 

Mediobanca annuncia una crescita del 50% della remunerazione per gli azionisti, rispetto ai quattro anni appena passati, raggiungendo la soglia dei 2,5 miliardi.

Tale crescita è suddivisa in 1,9 miliardi destinati ai dividendi e altri 600 milioni (il doppio rispetto a oggi) in riacquisto di azioni proprie (con barriera al 2% dal prossimo anno, con il Cet1 che passerà dal 14% di oggi al 13,5). L'aumento della cedola (+10% nel 2020 e +5% negli anni successivi) sarà di 47 centesimi di euro per azione e di 60 a fine periodo. 

Nel mirino di Alberto Nigel c'è anche la crescita della clientela private e i grandi patrimoni. Per questo obiettivo è nata Mediobanca Private Banking con l'acquisizione, tre anni fa, di Banca Esperia e con l'integrazione della monachese Cmpagnie Monegasque de Banque. A lei è affidata la conquista del mercato dei capitali destinati alle mid cap italiane e europee.

Per il comparto, il gruppo prevede un aumento del ritorno del capitale allocato di un punto anno su anno, portando l'attuale 15% al 16. Parallelamente dovrebbero crescere anche i ricavi di ben 6 punti percentuali annualmente, pari a 800 milioni. 

Alberto Nagel non si sbilancia ma dice chiaramente che Mediobanca ha la forza di capitale necessaria per affrontare future operazioni di acquisizione in Italia come in Europa. Il modello, conferma l'ad, sarà quello già rodato in occasione dell'acquisizione della terza boutique finanziaria di Francia, Messier Maris. E se l'attuale disponibilità di cassa non dovesse bastare, c'è l'asso nella manica rappresentato dal 12,91% (che non passerà più al 13) di partecipazione di Mediobanca al capitale di Generali

Nessun nome o ipotesi di acquisto, ma Nagel esclude operazioni che riguardino i rami secchi che le banche europee stanno cercando di tagliare (l'ad fa anche l'esempio di Deutsche Bank). Operazioni di M&A sì, ma un no secco al "gigantismo" (per usare l'espressione usata dal numero uno di Mediobanca) di cui il mondo della finanza spesso è affetto. 

viluppi | Il semestre di Mediobanca si chiude con utili e ricavi in crescita

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