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sostenibilità | sondaggio State Street GA

Gli istituzionali dicono sì agli Esg ma lamentano costi troppo alti

Obblighi fiduciari, regolamentazione e mitigazione dei rischi sono, per gli intervistati dall'indagine, i principali fattori che trainano l'ingresso dei criteri Esg negli investimenti

Gli istituzionali dicono sì agli Esg ma lamentano costi tropo alti

Obblighi fiduciari, regolamentazione e mitigazione dei rischi sono i principali fattori che trainano l'ingresso dei criteri Esg nei processi di investimento. Lo ha detto il 46% dei 300 investitori istituzionali globali ascoltati da State Street Global Advisors per un sondaggio sul settore della finanza sostenibile. 

Il fatto che gli obblighi fiduciari siano largamente citati è uno sviluppo significativo. Oggi gli investitori non hanno più dubbi sul valore dei criteri Esg nei rapporti con i propri clienti

I principali fattori che, invece, fanno da freno per le aziende ascoltate sono mancanza di dati affidabili e coerenti in ambito Esg; risorse e costi per l'integrazione dei criteri nei processi aziendali; infrastrutture; poca conoscenza e mancanza di risorse specializzate. 

“Il fatto che gli obblighi fiduciari siano stati largamente citati rappresenta uno sviluppo significativo, poiché in precedenza molti investitori faticavano a stabilire se l'adozione dei criteri Esg fosse contraria ai loro obiettivi fiduciari o meno”, commenta Rakhi Kumar (in foto), head of Esg investments and asset stewardship di State Street GA. “Insieme alla regolamentazione, questo è ora uno dei principali fattori chiave per l'implementazione di fattori Esg”.

Per coloro che hanno indicato gli obblighi fiduciari come elemento di primaria importanza, i successivi e più importanti fattori trainanti dell’adozione dei criteri Esg sono i requisiti di responsabilità etica e sociale per conto dei loro clienti e il desiderio di mitigare i rischi legati ai fattori Esg – entrambi al 40%.

Esistono differenze regionali per quanto riguarda i principali driver dell'adozione dei criteri Esg. Gli obblighi fiduciari, citati dal 59% degli intervistati, sono maggiormente sentiti in Nord America rispetto all’area Emea e Asia-Pacifico, mentre la principale preoccupazione nella regione è di stare al passo con gli standard di mercato (48%).

Nell’aerea Europa-Africa-Medio Oriente e America Latina, i cambiamenti normativi sono stati indicati come il principale fattore a favore dell’adozione, seguito subito dopo dal desiderio di mitigare i rischi Esg e reputazionali, rispettivamente al 52%, 45% e 39%.

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"In questa indagine i nostri clienti ci dicono che il contesto normativo li sta chiaramente spingendo verso un cambiamento radicale delle pratiche Esg", dice Carlo Funk, Emea head of Esg investment strategy. Al contempo, i principali driver per gli investitori dell'Asia-Pacifico sono la mitigazione dei rischi Esg, citata al 47%, il rischio fiduciario, al 38%, e la pressione da parte dei beneficiari, al 37%. 

In tutte le regioni, la sovraperformance è considerata un fattore di adozione dei criteri Esg meno significativo rispetto alla mitigazione del rischio.  

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Una serie di fattori significativi continuano a frenare l'adozione dei criteri Esg. L’inaffidabilità e l'incoerenza dei dati in  è stato citato dal 44% degli intervistati come il principale deterrente, evidenziando come le sfide poste dalla qualità dei dati siano una preoccupazione primaria.

L’importanza attribuita a ciascun fattore varia a seconda del tipo di istituzione. È molto più probabile che i fondi pensione citino la disponibilità di dati Esg affidabili come una preoccupazione principale (47%).

Invece, un'ampia percentuale di fondi sovrani (69%) considera i costi delle risorse interne come un deterrente, fattore che indica opportunità di partnership tra fondi sovrani e asset manager al fine di lavorare congiuntamente alla pianificazione dell’adozione di criteri Esg.

I primi tre fattori trainanti sono fortemente in linea con il secondo fattore frenante, quello dei vincoli delle risorse interne e i costi che per il 43% degli intervistati rappresenta uno degli elementi significativi più limitanti per l'implementazione dei criteri ESG, seguito a stretto giro dalla mancanza di esperienza (40%).

Data la crescente importanza dei criteri Esg come componente significativamente rilevante all’interno di un portafoglio, il 95% degli intervistati ha ribadito la propria intenzione di assumere un maggior numero di specialisti del settore nei prossimi tre anni. Il restante 5% intende invece incoraggiare il personale a incrementare le proprie conoscenze in materia ESG.

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