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Bei chiude il rubinetto alle fonti fossili dal 2021. Compreso il gas

La banca europea per gli investimenti ha votato per lo stop ai finanziamenti per l'industria energetica basata su combustibili inquinanti. Germania, Polonia, Romania e Italia erano contrari ad una svolta radicale sul gas

Bei chiude il rubinetto alle fonti fossili dal 2021. Compreso il gas

La Banca Europea per gli Investimenti smetterà di finanziare in campo energetico progetti basati sui combustibili fossili "non abbattuti", "incluso il gas", a partire dal 2021. Lo ha annunciato ieri sera l'istituto pubblico, creato nel 1958 per finanziare i progetti in linea con gli obiettivi politici della Cee e oggi dell'Ue, che ha sede a Lussemburgo.

L'istituto distribuirà mille miliardi di euro di investimenti nell'arco del prossimo decennio

La decisione è stata presa dal cda ieri 14 novembre. Con la nuova politica rivista degli investimenti in campo energetico, la banca guidata da Werner Hoyer ha fissato un nuovo standard di performance nel campo delle emissioni di 250 grammi di anidride carbonica per kilowattora, meno della metà dello standard attuale, che è di 550 grammi di anidride carbonica per kilowattora.

Già nel 2013, si legge su Adnkronos, la politica per la concessione dei crediti era stata rivista, facendo della Bei la prima istituzione finanziaria internazionale al mondo a porre termine al finanziamento della generazione di energia attraverso il carbone e la lignite, tramite l'adozione di uno standard di emissioni più stringente.

Diversi Paesi membri, tra cui Germania, Polonia, Romania e Italia erano contrari ad una svolta radicale sul gas, ha spiegato nei giorni scorsi incontrando la stampa a Bruxelles l'eurodeputato olandese dei Verdi, Bas Eickhout.

La decisione della Bei era molto attesa, ha spiegato Eickhout, perché "ciò che decide la Bei segnala quello che le banche private faranno inseguito. Del resto, non è questo il ruolo di una banca pubblica? L'abbiamo creata per questo. Da quello che sentiamo, alcuni temono" che la Bei si spinga "troppo oltre".

Una politica creditizia 'carbon free' ha un impatto non trascurabile sull'economia Ue, visto il ruolo fondamentale che hanno le banche nell'allocazione delle risorse. I finanziamenti della Bei innescheranno "un trilione", cioè mille miliardi di euro, di investimenti nel prossimo decennio, secondo le stime dell'istituto con sede a Lussemburgo.

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La nuova politica creditizia della banca dell'Ue per il settore energia sarà basata su cinque principi:

  1. priorità all'efficienza energetica, per sostenere i nuovi target Ue previsti dalla direttiva in materia;
  2. andare avanti nella 'decarbonizzazione' dell'energia, attraverso un "maggiore sostegno" alle tecnologie a basso o zero tenore di anidride carbonica, con l'obiettivo di raggiungere nell'Ue il 32% della produzione energetica da fonti rinnovabili;
  3. aumento dei finanziamenti per la produzione decentralizzata di energia, lo stoccaggio innovativo della stessa e la mobilità elettronica;
  4. assicurare investimenti nelle reti, che sono "essenziali" per le nuove fonti di energia, che sono intermittenti e non continue, come l'eolico e il solare, oltre al rafforzamento delle interconnessioni transfrontaliere;
  5. aumentare l'impatto degli investimenti per sostenere la trasformazione energetica fuori dall'Ue.

Il clima, sottolinea il presidente Hoyer, "è il problema principale dell'agenda politica del nostro tempo. Gli scienziati stimano che ci stiamo attualmente dirigendo verso un aumento delle temperature di tre-quattro gradi centigradi entro la fine del secolo".

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"Se questo accadrà grandi porzioni del nostro pianeta diventeranno inabitabili, con conseguenze disastrose per i popoli in tutto il mondo", aggiunge. Quanto sta accadendo a Venezia con un'acqua alta più simile ad un'alluvione, sembra essere un esempio plastico del futuro che potrebbe attenderci. 

"La banca dell'Ue", continua Hoyer, "è stata la banca europea del clima per molti anni. Abbiamo deciso di fare un salto quantico in questa ambizione. Smetteremo di finanziare i combustibili fossili e lanceremo la più ambiziosa strategia di investimento sul clima di qualsiasi istituzione finanziaria pubblica in qualunque luogodella terra".

"Ringrazio gli azionisti della banca", conclude il presidente dell'istituto, "gli Stati membri dell'Ue, per la loro collaborazione negli ultimi mesi. Lavoreremo a stretto contatto con loro e con il consiglio dei Ministri dell'Ue, con la Commissione Europea, con il Parlamento Europeo, con le istituzioni internazionali e finanziarie e, cosa ancora più importante, con il settore privato, per sostenere" l'obiettivo di arrivare ad avere una "economia europea neutra per il clima entro il 2050", conclude Hoyer.

Per Andrew McDowell, vicepresidente della Bei con delega all'Energia, "le emissioni di anidride carbonica dell'industria energetica globale hanno raggiunto un nuovo massimo nel 2018. Dobbiamo agire con urgenza per contrastare questo trend. L'ambiziosa politica creditizia per il settore energetico adottata dalla Bei è una pietra miliare cruciale nella lotta contro il riscaldamento globale".

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